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PMI, via libera al Ddl: Cavion chiede ora riforma dell’artigianato e rilancio dei Confidi

Il presidente di Confartigianato Vicenza: “La legge sull’artigianato ha oltre 40 anni. Serve modernizzare il sistema e rafforzare l’accesso al credito per le imprese”

PMI, via libera al Ddl: Cavion chiede ora riforma dell’artigianato e rilancio dei Confidi

Foto di repertorio

Via libera definitivo dal Senato al disegno di legge annuale dedicato alle piccole e medie imprese. Un provvedimento atteso dal mondo produttivo che apre ora la strada all’attuazione delle deleghe da parte del Governo, in particolare per la riforma della legge quadro sull’artigianato e per il rafforzamento dei Confidi.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion, che però invita a non perdere tempo nell’attuazione concreta delle misure.

“L’attuale legge sull’artigianato – spiega Cavion – risale a oltre quarant’anni fa e necessita di una riforma capace di mettere ordine nel settore, tenendo conto delle profonde trasformazioni che hanno interessato questo comparto dell’imprenditoria italiana.

Secondo Confartigianato, le piccole e medie imprese rappresentano circa il 98% dell’economia nazionale e meritano quindi politiche aggiornate e strumenti adeguati. L’attuale normativa, sottolinea Cavion, è appesantita da limiti dimensionali e rigidità sulle forme societarie ormai superate.

Tra le priorità indicate dal mondo artigiano c’è la possibilità per le imprese di evolversi e affrontare le sfide della transizione digitale e green. “L’obiettivo – aggiunge Cavion – è fare dell’impresa artigiana un modello moderno, flessibile e competitivo sui mercati globali, senza perdere la propria identità”.

Il disegno di legge interviene anche sul fronte dell’accesso al credito, con misure volte a rafforzare il ruolo dei Confidi, i consorzi di garanzia che supportano le PMI nei rapporti con il sistema bancario. Confartigianato valuta positivamente i principi contenuti nella delega, che prevedono tra l’altro la revisione delle attività esercitabili e l’ampliamento della base sociale.

Tra le novità previste anche il rafforzamento delle reti di impresa, con la reintroduzione della detassazione degli utili reinvestiti nei programmi comuni. Uno strumento che punta a favorire collaborazione, innovazione e competitività tra le aziende, mantenendo al tempo stesso l’autonomia delle singole imprese.

Il provvedimento introduce inoltre tutele più stringenti per l’utilizzo della denominazione “artigiana”, che potrà essere impiegata solo da imprese iscritte all’albo ufficiale. Un passo ritenuto importante per contrastare la concorrenza sleale e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

Positivo anche il giudizio sui cosiddetti “mini contratti di sviluppo” per il settore moda, sperimentali per il biennio 2026-2027, pensati per favorire la staffetta generazionale tra lavoratori prossimi alla pensione e giovani che entrano nel mercato del lavoro con competenze specialistiche.

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