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Attualità
09.03.2026 - 15:00
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Non più soltanto luoghi di consumo, ma veri e propri “hub” sociali e culturali: è la nuova strategia della Provincia di Padova per rilanciare i borghi e gestire in modo armonico i flussi turistici, riducendo la pressione sul centro città. L’iniziativa, presentata oggi in conferenza stampa a Palazzo Santo Stefano, punta a valorizzare bar e ristoranti come strumenti di accoglienza, sicurezza e decoro urbano.
Il progetto trasforma i pubblici esercizi in punti di riferimento per residenti e visitatori, con tre funzioni principali:
Informazione diffusa: guide per turisti verso aree meno conosciute, favorendo l’anti-undertourism.
Presidi di sicurezza e vivibilità: locali sempre attivi che garantiscono decoro e protezione sociale, specialmente nei borghi.
Difesa della professionalità: contrasto alla “Disneyfication” dei centri storici e alla standardizzazione dei servizi.
La strategia poggia su tre linee d’azione concrete:
Stop alla concorrenza sleale: regole rigide per distinguere chi offre ospitalità professionale dalle attività ibride che compromettono il mercato.
Locali storici come “monumenti vivi”: tutela e valorizzazione di caffè e trattorie storiche come patrimonio culturale, incentivando un turismo di qualità.
Dehors come arredo urbano: i plateatici diventano strumenti di decoro e sosta esperienziale, non semplici occupazioni di suolo.
«Vogliamo passare dalla gestione passiva del turismo a un governo armonico dei flussi» – spiega Vincenzo Gottardo, consigliere provinciale delegato al Turismo. Senza un bar di qualità, un borgo muore; senza una trattoria storica, la città rischia di trasformarsi in un parco a tema senza identità.
Federica Luni, presidente APPE Padova, aggiunge: «Ogni saracinesca alzata è una sentinella di sicurezza per i cittadini e un punto di accoglienza per i visitatori. Difendere i nostri locali significa proteggere il biglietto da visita della città».
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