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Attualità
09.03.2026 - 16:00
Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, foto @coldiretti
L’aumento improvviso del prezzo del gasolio e dei costi energetici, legato alle tensioni geopolitiche internazionali, mette in allarme il mondo agricolo. Per questo Coldiretti ha inviato una lettera al Governo chiedendo un incontro urgente e, parallelamente, ha presentato un esposto per fare luce su eventuali fenomeni speculativi che starebbero aggravando ulteriormente la situazione per imprese e famiglie.
L’impennata dei prezzi dell’energia pesa in modo particolare sul settore primario. Oggi, infatti, energia e fertilizzanti rappresentano mediamente circa il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, una quota che rischia di crescere ulteriormente se la tendenza degli ultimi giorni dovesse proseguire. Un quadro che potrebbe compromettere la sostenibilità economica di molte produzioni.
A esprimere la preoccupazione del territorio è Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova. “Anche nella nostra provincia le imprese agricole guardano con forte apprensione a questi aumenti – spiega –. Il rincaro del gasolio e dell’energia arriva in un momento già complesso per diverse filiere produttive”.
In questo periodo gli agricoltori sono impegnati nella preparazione dei campi per le semina primaverili, ma i costi di concimazione sono cresciuti rapidamente nel giro di pochi giorni, mentre i prezzi riconosciuti ai produttori restano spesso poco remunerativi. “Questa situazione rischia di compromettere la competitività delle produzioni agricole regionali”, aggiunge Lorin.
Le difficoltà riguardano anche altri comparti, come quello florovivaistico, dove l’aumento del prezzo del gas incide direttamente sui costi di riscaldamento delle serre. “È indispensabile intervenire rapidamente – sottolinea il presidente di Coldiretti Padova – per contrastare le speculazioni e garantire condizioni sostenibili alle imprese che ogni giorno producono cibo e occupazione nei territori”.
Nella lettera inviata all’esecutivo, il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini evidenzia come l’aumento dei prezzi dell’energia e del gasolio agricolo stia già incidendo pesantemente sui costi di produzione, aggravando una situazione resa instabile dalle tensioni internazionali e dall’incertezza dei mercati delle materie prime.
Tra i fattori di rischio indicati dall’organizzazione agricola c’è anche la centralità dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico mondiale. Da questo passaggio transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a quasi un quinto delle riserve globali. Attraverso la stessa rotta arrivano anche una parte significativa delle importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai Paesi del Golfo.
Parallelamente Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere verifiche su possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo. L’organizzazione chiede di accertare eventuali responsabilità e di procedere, se necessario, per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale.
L’iniziativa, firmata da Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce dopo il rapido aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato: nel giro di circa una settimana il prezzo sarebbe passato da 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro, con la prospettiva di ulteriori rincari nel breve periodo.
L’aumento dei carburanti rischia inoltre di avere ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano la prima categoria di merci trasportate su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate complessive e al 18% delle tonnellate-chilometro. Un dato che evidenzia come l’88% dei prodotti alimentari viaggi su gomma, rendendo il costo dei carburanti un fattore determinante per l’intero sistema agroalimentare.
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