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Trento e Bolzano le più care d'Italia: diesel oltre i 2 euro al litro sull’A22

Consumatori e sindacati chiedono interventi contro le speculazioni e una riduzione delle accise

Immagine di repertorio

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Il prezzo dei carburanti continua a salire e in alcune aree del Trentino-Alto Adige il diesel ha ormai superato la soglia dei 2 euro al litro, soprattutto nei distributori autostradali. A segnalare l’impennata dei costi sono l’Unione Nazionale Consumatori e la Federazione Lavoratori Pubblici (FLP), che chiedono interventi immediati per fermare quella che definiscono una nuova escalation dei prezzi.

Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) analizzati dall’associazione dei consumatori, Bolzano e Trento risultano tra le aree con i carburanti più cari del Paese. Per quanto riguarda il gasolio, Bolzano guida la classifica con un prezzo medio di 1,994 euro al litro, seguita da Trento con 1,977 euro. Anche per la benzina Bolzano resta in testa con 1,818 euro, mentre Trento si colloca al quarto posto con circa 1,80 euro al litro, dietro a Calabria e Basilicata.

La situazione diventa ancora più onerosa nelle aree di servizio dell’autostrada del Brennero. Qui, secondo le verifiche effettuate dalla FLP, il prezzo della benzina in modalità “servito” può arrivare a 2,229 euro al litro, mentre il gasolio tocca 2,279 euro. Anche il self service supera ormai abbondantemente la soglia dei due euro: circa 2,069 euro per la benzina e 2,259 euro per il diesel.

Nei distributori cittadini i prezzi risultano leggermente più bassi ma comunque elevati. A Trento e Bolzano la benzina oscilla tra 1,779 e 1,825 euro al litro, mentre il gasolio varia tra 1,947 e 1,998 euro.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori l’aumento richiede un intervento immediato. L’associazione propone una riduzione delle accise di almeno 10 centesimi al litro per contenere l’impatto sui cittadini.

Anche la FLP, come riportato da Rai Trento, parla di rincari difficili da giustificare. “Si tratta di prezzi assolutamente ingiustificati – afferma il sindacato in una nota – perché gli effetti della crisi internazionale non possono trasferirsi così rapidamente sui prezzi al dettaglio”.

Il sindacato chiede quindi controlli fiscali immediati da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della Guardia di Finanza e degli altri organismi competenti per verificare eventuali fenomeni speculativi.

Nel prezzo finale dei carburanti pesa anche la componente fiscale: accise e IVA incidono per oltre 80 centesimi al litro, con un’accisa unificata per benzina e gasolio pari a 0,6729 euro, a cui si aggiunge l’IVA al 22%.

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