Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Cronaca

Trapianti, il Trentino rafforza la rete dopo il caso Domenico

Tonina: «Nuove misure per garantire rapidità e coordinamento nel trasporto degli organi». In provincia 41 pazienti in attesa, nel 2025 effettuati 44 trapianti

Trapianti, il Trentino rafforza la rete dopo il caso Domenico

Foto di repertorio

Il sistema della donazione e dei trapianti in Trentino mostra numeri solidi, ma anche sfide ancora aperte, a partire dalle liste d’attesa e dall’organizzazione del trasporto degli organi. Un tema tornato al centro dell’attenzione dopo il drammatico caso del piccolo Domenico, il bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito.

Proprio su questo fronte la Provincia ha deciso di intervenire. «Una delle sfide decisive riguarda il trasporto degli organi, che deve garantire rapidità, sicurezza e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti», ha dichiarato l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina. «Con una recente deliberazione la giunta ha rafforzato questo ambito, introducendo un coordinamento multidisciplinare e modelli regionali più strutturati, per assicurare standard omogenei di qualità, tracciabilità e controllo».

Il trasporto, ha sottolineato Tonina, rappresenta «un anello fondamentale della catena dei trapianti», che deve funzionare con precisione e in piena collaborazione tra strutture sanitarie, servizi di emergenza, sistemi di trasporto e autorità competenti.

I numeri in Trentino

Nel 2025 in Trentino i donatori di organi sono stati 18, in lieve calo rispetto ai 20 del 2024 ma in linea con i dati del 2023. Nello stesso anno sono stati complessivamente 44 i trentini che hanno ricevuto un trapianto, anche in centri delle regioni limitrofe: 24 di rene, 16 di fegato, 3 di cuore e 1 di pancreas.

I dati sono stati presentati da Lucia Pilati, presidente del Nord Italian Transplant Program (Nitp), durante la riunione della rete che coordina donazioni e trapianti nel Nord Italia, ospitata ieri alla sede della Cooperazione a Trento.

Attualmente in Trentino sono 41 i pazienti in lista d’attesa per un trapianto, di cui 24 in attesa di rene.

La situazione a livello nazionale

A livello italiano l’attività dei trapianti continua a crescere. Nel 2025 sono stati effettuati 4.223 trapianti da donatore deceduto, in aumento rispetto agli anni precedenti. Il rene resta l’organo più trapiantato con 1.961 interventi, seguito dal fegato con 1.716 e dal cuore con 447.

«La rete nazionale si è ampliata negli ultimi anni – ha spiegato Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro nazionale trapianti – e oggi conta 111 ospedali di donazione, contro gli 85 del 2021». Nonostante i progressi, rimane il nodo delle liste d’attesa: in Italia oltre 8.200 pazienti attendono un organo, più di 6.100 dei quali hanno bisogno di un rene.

Nel Nord Italia, area coordinata dal Nitp, i donatori nel 2025 sono stati 1.265, in aumento rispetto ai 1.186 del 2021. Di questi, 728 sono stati effettivamente utilizzati per i trapianti.

Innovazione e sensibilizzazione

Secondo Antonio Ferro, direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, le nuove tecnologie stanno cambiando profondamente questo settore: «Strumenti innovativi stanno aprendo soluzioni impensabili fino a pochi anni fa». Tra le prospettive più promettenti c’è la chirurgia robotica applicata ai trapianti, sempre più diffusa.

Accanto all’innovazione resta fondamentale la sensibilizzazione. «È importante coinvolgere i giovani – ha ricordato Ferro – e far comprendere il valore della donazione: significa offrire una nuova possibilità di vita».

La Giornata mondiale del rene

In occasione della Giornata mondiale del rene, il 12 marzo, a Trento sarà allestito un gazebo informativo in piazza Fiera dalle 8 alle 13, dove sarà possibile controllare la pressione e sottoporsi all’esame delle urine per individuare eventuali anomalie renali.

In Trentino oggi sono 256 i pazienti in terapia dialitica, mentre 342 persone vivono con un rene trapiantato, un dato che supera quello dei dializzati e rappresenta una situazione quasi unica in Italia. Il trapianto, infatti, consente ai pazienti di liberarsi dalla dipendenza dalla dialisi e di recuperare una qualità di vita più vicina alla normalità.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione