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Lotta alla solitudine

Ad Arco nascono i “Pranzi di comunità” contro la solitudine

Dal 19 marzo un nuovo spazio di incontro promosso dall’associazione Dreams: i ragazzi e le ragazze protagonisti dell’accoglienza e della cucina

Ad Arco nascono i “Pranzi di comunità” contro la solitudine

Foto di repertorio

Ad Arco prende forma un nuovo progetto sociale pensato per contrastare la solitudine e ricostruire relazioni. Si chiama “Pranzi di comunità” e aprirà ufficialmente il 19 marzo grazie all’impegno dell’associazione Dreams e dei suoi giovani volontari.

L’iniziativa nasce dall’energia della presidente Daniela Vassallo, che da anni promuove percorsi di inclusione sociale sul territorio. L’idea è semplice ma ambiziosa: offrire non solo un pasto caldo, ma uno spazio in cui le persone possano sedersi insieme, parlare e creare nuovi legami.

I ragazzi protagonisti

Il progetto coinvolgerà direttamente i ragazzi e le ragazze dell’associazione, che diventeranno protagonisti dell’accoglienza e della preparazione dei pasti. L’obiettivo è trasformare la cucina e la mensa in un’occasione di crescita e partecipazione, facendo della fragilità una risorsa per l’intera comunità.

Il servizio sarà attivo inizialmente nella sede dell’associazione in via Capitelli di Cretaccio. In una prima fase la mensa aprirà due giorni alla settimana, il martedì e il giovedì, per permettere agli organizzatori di rodare l’attività e far conoscere l’iniziativa alla cittadinanza. L’ambizione, però, è quella di arrivare presto ad almeno tre giorni di apertura settimanale.

Un’ancora contro l’isolamento

“Pranzi di comunità” nasce come risposta concreta alla crescente solitudine che attraversa la società. Un fenomeno che non riguarda solo chi vive situazioni di povertà, ma anche persone che, pur vivendo in contesti apparentemente sereni, si trovano isolate e prive di relazioni significative.

Il sostegno della rete solidale

Il progetto è realizzato con il supporto di numerose realtà del territorio, tra cui Apsp, Caritas, Banco Alimentare del Trentino-Alto Adige e Coop Alto Garda. L’iniziativa rientra inoltre nel bando “Intrecci Possibili”, sostenuto dalla Fondazione Caritro e dalla Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale.

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