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Surriscaldamento globale
10.03.2026 - 17:02
Foto di repertorio
In quindici anni le notti tropicali sono quadruplicate, passando da 12 nel 2010 a circa 50 nel 2025. Un aumento netto delle temperature notturne che rappresenta uno dei segnali più evidenti della crisi climatica. A lanciare l’allarme è Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando i dati dell’Indice del clima pubblicati dal Sole 24 Ore su elaborazioni di 3B Meteo.
Il quadro che emerge per il capoluogo trentino è quello di una città sempre più esposta ai cambiamenti climatici. Ancora più preoccupante, secondo Coppola, è il dato sulla circolazione dell’aria: Trento registra infatti 153,5 giorni all’anno di aria stagnante. Un valore che la colloca al penultimo posto in Italia, appena sopra Torino. In pratica per quasi metà dell’anno la città si trova in condizioni atmosferiche che favoriscono l’accumulo di inquinanti e il peggioramento della qualità dell’aria.
Nel ranking complessivo dell’Indice del clima, Trento si piazza al 70° posto tra i capoluoghi italiani. Una posizione che, secondo la consigliera, riflette criticità ambientali strutturali legate alla conformazione della valle e a politiche urbane che finora non hanno affrontato con sufficiente decisione il tema dell’adattamento climatico.
Non mancano alcuni segnali positivi, come il basso numero di giorni di nebbia o le precipitazioni estreme relativamente contenute. Tuttavia, la tendenza generale indica che anche una città alpina come Trento è ormai pienamente coinvolta nella crisi climatica.
Per Coppola questi numeri devono suonare come un campanello d’allarme per le istituzioni locali. Non basta più limitarsi a interventi simbolici: servono politiche strutturali e scelte coraggiose per ridurre l’impatto climatico della città e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
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