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Diritti umani e politica

Mario Adinolfi attacca nuovamente i matrimoni gay: “Il sindaco di Pordenone fuori linea, la politica è serietà”

Intervistato da Alberto Gottardo per Veneto24, il leader del Popolo della Famiglia critica la decisione del sindaco di Pordenone di celebrare un matrimonio tra due uomini

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi, per i microfoni di Veneto24, torna a far parlare di sé con una presa di posizione netta nei confronti del sindaco di Pordenone, esponente di Fratelli d’Italia. “Se fai parte di una comunità politica – sostiene – devi rispettare la linea. E la linea di Fratelli d’Italia sul diritto di famiglia è incompatibile con la legge Cirinnà. Il sindaco deve essere espulso o chiarire che la linea politica del partito è cambiata”.

L’ex deputato ricorda i suoi anni di battaglie insieme a Giorgia Meloni, soprattutto nelle piazze del Family Day, e distingue con fermezza tra libertà sessuale e istituto matrimoniale: “Ognuno può avere l’inclinazione che vuole, ma il matrimonio e la famiglia sono definiti dalla Costituzione repubblicana. Non è una questione di chi va a letto con chi, ma di serietà politica”.

Adinolfi critica anche le recenti dichiarazioni del sindaco di Pordenone, ritenute incoerenti rispetto alla linea del partito. “Se il sindaco vuole proporre idee diverse – afferma – lo dica chiaramente agli elettori. Altrimenti chiunque può presentarsi con qualsiasi proposta, e questo mina la credibilità di Fratelli d’Italia”.

Durante l’intervista, Adinolfi amplia il discorso alla situazione demografica veneta, annunciando la sua candidatura alle suppletive di Padova. “Nei 41 comuni che sto visitando, la popolazione è calata del 7% solo quest’anno – spiega – e le culle sono vuote. Voglio finanziare la maternità e proporre leggi per ripopolare questi comuni con figli nati da madri venete”.

Il leader del Popolo della Famiglia attacca anche l’aspirante onorevole della Lega, Centenaro, accusandolo di rifiutare qualsiasi confronto politico: “A Padova serve qualcuno con idee chiare, non un rappresentante che si limita a seguire ordini dall’alto, e che attraverso Luca Zaia ha persino censurato le notizie sulle elezioni suppletive in Veneto”.

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