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Attualità
11.03.2026 - 15:25
Università degli Studi di Padova
Un anno segnato da tensioni, conflitti e situazioni di disagio all’interno della comunità accademica. È il quadro che emerge dalla relazione sull’attività svolta nel 2025 dal consigliere di fiducia dell’Università di Padova, presentata al Senato accademico. Nel corso dell’anno sono state registrate complessivamente 44 segnalazioni riguardanti casi di molestie, mobbing, stalking e discriminazioni, oltre a problematiche legate ai rapporti tra docenti e studenti.
Il documento, elaborato dall’avvocato Alessandro Zanotto – incaricato di raccogliere e analizzare le situazioni di difficoltà all’interno dell’ateneo – evidenzia un leggero aumento rispetto alle 41 segnalazioni inizialmente pervenute, salite poi a 44 dopo l’istruttoria interna. In media, il servizio ha seguito tra tre e quattro casi al mese.
Le donne risultano essere le principali autrici delle segnalazioni: 27 richieste di intervento contro le 14 presentate da uomini. Il fenomeno più diffuso è il mobbing, con 15 episodi registrati. Seguono le molestie morali o verbali, pari a 11 casi, spesso legate a comportamenti ritenuti lesivi della reputazione o della professionalità delle persone coinvolte.
Nel bilancio dell’anno compaiono inoltre 7 episodi riconducibili ad atti persecutori, 5 casi di molestie a sfondo sessuale – tra cui anche segnalazioni di violenza – e 3 situazioni relative al mancato riconoscimento della paternità di lavori scientifici, considerate dannose per la carriera accademica. Altre tre segnalazioni, invece, sono state ritenute non pertinenti rispetto alle competenze dell’ufficio.
Particolarmente delicato appare il capitolo dedicato ai rapporti accademici, soprattutto quelli tra professori e studenti. La relazione richiama l’attenzione su dinamiche ritenute squilibrate, che possono emergere quando i rapporti assumono un’eccessiva informalità. In questi casi, si sottolinea il rischio di creare situazioni di dipendenza o aspettative improprie, soprattutto nei confronti delle studentesse.
Criticità sono emerse anche negli spazi digitali frequentati dalla comunità universitaria. Nei gruppi social, infatti, sono stati segnalati episodi di insulti, minacce, diffusione di informazioni riservate, accuse e tentativi di delegittimazione personale.
Tra le categorie che hanno manifestato maggiore vulnerabilità figurano anche i ricercatori, che in diverse occasioni hanno denunciato difficoltà legate alla progressione di carriera e al riconoscimento del proprio lavoro scientifico.
Un altro elemento evidenziato nella relazione riguarda l’aumento di episodi di discriminazione di genere interiorizzata, ovvero situazioni di tensione o conflitto che si sviluppano tra persone dello stesso genere.
Accanto alla fotografia delle criticità, il documento suggerisce anche la necessità di aggiornare il Codice di condotta dell’ateneo. Secondo il consigliere di fiducia, infatti, l’attuale regolamento non riflette pienamente i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nei rapporti interni e nelle dinamiche legate alla comunicazione digitale. Per questo motivo è già stato avviato un confronto con gli organi competenti per avviare una revisione delle norme.
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