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Ambiente e crisi economica
12.03.2026 - 08:50
L'impianto dismesso di Pian Dei Fiacconi, al confine tra Veneto e Trentino
Il Veneto si conferma una delle regioni italiane più colpite dal declino degli impianti sciistici. Secondo il nuovo report di Legambiente, “Nevediversa 2026”, sul territorio regionale risultano 27 strutture sciistiche dismesse e 12 che sopravvivono soltanto grazie a continui finanziamenti pubblici. Tra i casi più significativi c’è la seggiovia Col Tondo-Mietres a Cortina d’Ampezzo, abbandonata nonostante il progetto di smantellamento del 2022.
Il dossier, presentato a Milano, mappa complessivamente 273 impianti dismessi su Alpi e Appennini e 247 edifici turistici sottoutilizzati, 11 dei quali in Veneto. Tra gli impianti ancora funzionanti ma sostenuti artificialmente, definiti “in accanimento terapeutico”, ci sono Alleghe, Kaberlaba ad Asiago e il Nevegal. Per la prima volta quest’anno Legambiente ha censito anche i “Luna park della montagna”, attrazioni ludiche in quota come piste tubing e bob estivi: in Veneto se ne contano due, tra cui la pista di plastica più lunga d’Europa, lunga 300 metri e realizzata al Nevegal con un investimento di 430 mila euro. Sul territorio regionale sono presenti anche 12 bacini per l’innevamento artificiale, che occupano quasi 6 ettari.

Nonostante l’aumento delle temperature e la riduzione della neve naturale, il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a finanziare il “sistema neve”, lasciando marginali le risorse per la riconversione degli impianti e la destagionalizzazione. Legambiente ricorda che al di sotto dei 1.500 metri di altitudine non è più sostenibile incentivare nuove infrastrutture sciistiche e che anche tra 1.500 e 1.800 metri le condizioni restano incerte, dipendendo in gran parte dall’innevamento artificiale.

Il report dedica inoltre un’attenzione speciale alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, evidenziando come grandi eventi invernali abbiano lasciato più dubbi che benefici, con ritardi, costi elevati e opere faraoniche. Secondo Legambiente, è fondamentale aprire un confronto tra comunità locali, associazioni e istituzioni per pianificare un futuro alpino più sostenibile e resiliente.
Il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, sottolinea come la crisi climatica impatti direttamente sulla disponibilità idrica, sugli ecosistemi montani e sulle attività legate alla montagna, e invita a orientare investimenti e politiche verso modelli turistici sostenibili. Luigi Lazzaro, presidente regionale, evidenzia che il modello attuale è fragile e che il Veneto ha invece potenzialità per diventare laboratorio di innovazione turistica, valorizzando territorio e comunità locali.
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