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Servizi per l'infanzia

Quasi seimila posti nei nidi dell’Ulss 6: domani a Padova una giornata dedicata a sicurezza e qualità educativa

Operatori ed educatori attesi al Teatro Quirino De Giorgio per la presentazione di una guida condivisa che aggiorna le procedure di autorizzazione e accreditamento dei servizi 0-3

Locandina dell'incontro

Locandina dell'incontro

È in programma per domani al Teatro Quirino De Giorgio di Vigonza l’incontro “Norme, metodi, azioni: il percorso dei servizi alla prima infanzia nella L.R. 22/2002”, che riunirà circa 220 educatori e operatori degli asili nido, nidi integrati, micronidi, nidi aziendali e centri infanzia del territorio dell’Ulss 6. La giornata, organizzata dal Settore Servizi Sociali e Sociosanitari dell’azienda sanitaria in collaborazione con Comune di Padova, FISM, SPES e Cooperativa Progetto Now, sarà dedicata ai temi della sicurezza nelle strutture e alla costruzione di un progetto educativo condiviso con le famiglie.

I numeri descrivono un sistema ampio e strutturato: al 31 dicembre 2025 risultano attive 189 strutture per un totale di 5.873 posti, così distribuiti: 2.200 negli asili nido, 1.264 nei micronidi, 91 nei nidi aziendali, 1.269 nei nidi integrati e 1.049 nei centri infanzia. La ripartizione territoriale prevede 44 strutture per 1.283 posti nell’Alta Padovana, 110 per 3.678 posti nell’area padovana e 35 per 912 posti nella zona sud.

Durante il convegno verrà presentato un fascicolo dedicato, elaborato congiuntamente dagli enti coinvolti, che intende fungere da guida unitaria per i processi di autorizzazione e accreditamento. Il documento, come evidenziato dalla direttrice Daniela Salvato, nasce da un dialogo tra chi programma i servizi, chi li gestisce e chi ne verifica la qualità. La qualità educativa, sottolinea, non è un traguardo formale ma un processo quotidiano, tanto più necessario in un contesto in cui famiglie e normative sono profondamente cambiate negli ultimi vent’anni.

Il fascicolo aggiorna la storica guida regionale del 2008, offrendo indicazioni operative su ogni aspetto della vita del servizio: progettazione degli spazi, definizione dell’identità pedagogica, requisiti professionali e formazione continua. Al centro c’è il concetto di rete, come ribadito dalla coordinatrice del progetto Carmen Amato, secondo cui il benessere dei bambini dipende dalla capacità di istituzioni, operatori e famiglie di condividere linguaggi e obiettivi. Ogni standard e ogni procedura, afferma, deve tener conto dei bisogni concreti e irripetibili dei più piccoli.

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