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Credito e imprese

Veneto Est, credito alle imprese in miglioramento ma la domanda resta frenata tra incertezze globali e necessità di investimenti

L’incontro di Confindustria Veneto Est a Treviso con banche e Bcc evidenzia una maggiore solidità finanziaria delle aziende, ma la propensione agli investimenti è ancora a due velocità e il rilancio passa da collaborazione e fiducia

Trend di impiego

Trend di impiego nazionale

Si è svolto a Treviso l’incontro tra Confindustria Veneto Est e le principali banche nazionali e locali, un confronto dedicato alle condizioni di accesso al credito e ai fabbisogni delle imprese per il 2026, sulla base dei dati rilevati dall’Osservatorio FinMonitor.

Negli ultimi dodici mesi il 29,2% delle aziende del territorio ha richiesto nuovi finanziamenti a medio-lungo termine per sostenere investimenti fissi, liquidità e circolante, con un aumento rispetto al 22,6% registrato nel 2024. Le attese per il 2026 restano sostanzialmente stabili (26,7%), mentre solo il 12,3% delle imprese punta a un incremento degli affidamenti a breve termine.

I dati mostrano un tessuto imprenditoriale più solido: migliora la patrimonializzazione e cresce l’autofinanziamento, con il 52,6% delle imprese che dispone di liquidità significativa. Tuttavia, a dicembre 2025 lo stock del credito alle imprese in Veneto è diminuito di 2,1 miliardi rispetto al 2024 (-3,4%), una flessione più marcata tra le piccole aziende.

La Presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron, ha sottolineato l’importanza di consolidare la collaborazione tra banche e imprese per sostenere l’evoluzione competitiva e gli investimenti strategici, indispensabili in un contesto globale caratterizzato da volatilità e incertezze geopolitiche. Il Consigliere Edoardo Billotto ha evidenziato come la propensione agli investimenti aumenti con le dimensioni aziendali: le imprese con ricavi superiori ai 25 milioni di euro investono tre volte di più rispetto alle più piccole.

Secondo FinMonitor, un terzo delle aziende prevede investimenti nel 2026, quota che sale al 65,7% nelle imprese con oltre 50 milioni di ricavi. Tra chi non programma nuovi investimenti, le principali motivazioni sono la fine di un ciclo di interventi, la mancanza di progettualità e l’incertezza macroeconomica. Per il 60,2% delle aziende, la liquidità interna sarà sufficiente a coprire i fabbisogni ordinari e gli investimenti, riducendo il ricorso al credito bancario.

L’incontro di Treviso ha quindi ribadito la necessità di un dialogo stretto tra istituti di credito e imprese per affrontare le sfide globali e favorire un rilancio degli investimenti in Veneto Est, puntando su fiducia, patrimonializzazione e collaborazione come leve per la crescita sostenibile del tessuto produttivo locale.

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