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Tributo culturale

Santa Vincenza Maria Poloni, la madre della carità veronese: il 17 marzo un tributo presso la Società Letteraria di Verona

L’appuntamento del ciclo “Veronesi Illustri” vedrà Rino Cona raccontare la vita e l’opera della religiosa veronese, recentemente proclamata santa da papa Leone XIV

Santa Vincenza Maria Poloni

Santa Vincenza Maria Poloni

Un nuovo appuntamento del ciclo “Veronesi Illustri” si terrà martedì 17 marzo alle 17.30 in sala Montanari alla Società Letteraria di Verona, in piazzetta Rubiani 1. Protagonista dell’incontro sarà la religiosa Vincenza Maria Poloni (Verona, 26 gennaio 1802 – 11 novembre 1855), la cui figura sarà illustrata dal relatore Rino Cona.

L’accesso alla sala sarà consentito fino a esaurimento posti e almeno 15 minuti prima dell’inizio. Per chi non potrà partecipare di persona, l’incontro sarà trasmesso in diretta audio-video sul sito della Società Letteraria e resterà disponibile in podcast.

L’iniziativa è promossa dall’associazione dei Consiglieri Emeriti, con il patrocinio della presidenza del Consiglio comunale e la collaborazione di Università e Società Letteraria di Verona.

Luigia Poloni, nata a Verona in una famiglia con forti legami civili ed ecclesiastici, iniziò la sua attività di volontariato nel 1833 durante un’epidemia di colera, assistendo anziani e mendicanti inabili al lavoro. Dal 1840 prese stabile dimora e servizio nella casa di ricovero, estendendo il suo impegno ai reparti più impegnativi dell’ospedale civile in Valverde. Sotto la guida di don Carlo Steeb, sviluppò il carisma che avrebbe portato alla fondazione dell’istituto delle Sorelle della Misericordia.

Il 10 settembre 1848, insieme a dodici compagne, emise il voto di consacrazione ispirato alla regola di san Vincenzo de Paoli. La prima emissione dei voti avvenne in una chiesa confiscata dal demanio, Santa Caterina alla Ruota, lontana dalla consueta magnificenza conventuale. Le sue discepole aprirono successivamente filiali a Cologna Veneta, Montagnana, Este, Zevio e Monselice.

Madre Vincenza, venerata ufficialmente come beata, è stata proclamata santa da papa Leone XIV il 19 ottobre 2025. La sua vita testimonia l’eroismo delle virtù nella continuità del quotidiano: una carità concreta, fatta più di gesti che di parole, che ha unito iniziativa civile e fede, anticipando la qualificazione dell’attività infermieristica e contrastando divisioni tra filantropia laica ed ecclesiastica.

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