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Inverno 2025-2026 da record in Trentino: il più caldo degli ultimi anni

Le temperature di dicembre, gennaio e febbraio hanno superato di oltre due gradi la media

Inverno 2025-2026 da record in Trentino: il più caldo degli ultimi anni

Foto di repertorio

Il Trentino ha vissuto un inverno 2025-2026 particolarmente anomalo, con temperature più alte della media stagionale e condizioni meteo decisamente più asciutte rispetto agli anni passati. Secondo il rapporto di Meteotrentino, questo inverno (comprendente dicembre, gennaio e febbraio) si inserisce tra i più caldi da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1921, con un aumento di oltre due gradi rispetto alle temperature medie storiche.

Temperature sopra la media: il quarto inverno più caldo dal 1921

Nel dettaglio, la temperatura media registrata alla stazione di Trento Laste è stata di 4.9°C, un valore che eguaglia quello dell'inverno precedente (2024-2025) e che lo colloca al quarto posto tra gli inverni più caldi dal 1921. La media storica per questa stazione è di 2.6°C, il che sottolinea un aumento significativo rispetto ai normali valori stagionali.

Ancora più caldo è stato il mese di febbraio a Rovereto, dove la temperatura media ha raggiunto 5.1°C, superando la media storica di 2.9°C.

Un inverno più asciutto del solito

Oltre alle temperature elevate, anche le precipitazioni sono state inferiori alla norma, con un inverno prevalentemente asciutto, specialmente durante il mese di gennaio. La maggiore quantità di pioggia è stata registrata il 19 febbraio, quando in molte zone si sono verificati fenomeni di pioggia mista a neve anche a quote basse, con accumuli di neve fino a 5-10 cm a Trento città.

Questo quadro complessivo rende l'inverno 2025-2026 una stagione eccezionale per le sue anomalie climatiche, segnando un ulteriore passo nella tendenza al riscaldamento globale che interessa non solo il Trentino, ma l'intero pianeta.

Le implicazioni per l'ambiente e la stagione futura

Le condizioni climatiche più calde e secche potrebbero avere un impatto sul territorio e sull'ecosistema trentino, soprattutto in vista della primavera e delle successive stagioni. La scarsità di precipitazioni potrebbe portare a un deficit idrico, con potenziali ripercussioni su agricoltura e risorse naturali.

Questa stagione anomala si inserisce in un quadro di cambiamenti climatici globali che rendono necessaria una riflessione approfondita sulle politiche ambientali e di sostenibilità a livello locale e nazionale.

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