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13.03.2026 - 18:24
Foto di repertorio
In Trentino la disoccupazione è in calo del 2,2% nel 2025, con una media di 5.800 disoccupati tra i 15 e i 74 anni, rispetto ai quasi 7.000 dell’anno precedente. I dati, pubblicati dall'Istat, sono accolti positivamente, ma i sindacati ritengono che l’obiettivo principale debba essere un miglioramento continuo della qualità dei posti di lavoro.
Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Largher (Uil) hanno commentato i risultati, sottolineando come, pur essendo un dato lusinghiero, non si possa abbassare la guardia. “Il vero obiettivo del sistema produttivo trentino è garantire una qualità del lavoro che non si limiti alla stabilità contrattuale, ma che comprenda anche migliori livelli retributivi e opportunità professionali. Ciò passa attraverso la crescita delle imprese, la loro capacità di fare rete e investire in innovazione, spingendo verso lo sviluppo tecnologico”, hanno dichiarato i tre segretari generali.
I sindacati hanno anche evidenziato la necessità di strumenti di tipo scandinavo per accompagnare le transizioni dei lavoratori, garantendo una protezione adeguata durante i cambiamenti nel mercato del lavoro.
Nel frattempo, i sindacati chiedono che il piano industriale lanciato dalla Giunta Fugatti non resti solo una dichiarazione d’intenti, ma che si trasformi in azioni concrete per puntare sull’industria e sul terziario avanzato, settori cruciali per la crescita economica della regione. “Non possiamo più permetterci di temporeggiare, è il momento di dare risposte concrete”, hanno concluso.
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