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politica
14.03.2026 - 17:02
Foto di repertorio
Quattro miliardi e seicento milioni di euro fermi nelle casse della Provincia autonoma di Trento. Una cifra che per il Partito democratico rappresenta il segnale più evidente delle difficoltà della giunta nel trasformare le risorse disponibili in investimenti concreti per il territorio.
A lanciare l’attacco politico sono il capogruppo provinciale del Pd Alessio Manica e il consigliere Paolo Zanella, che citano i rilievi della Corte dei conti per denunciare quella che definiscono «una criticità nella gestione delle risorse pubbliche».
Secondo i due esponenti della minoranza in Consiglio provinciale, la giacenza di cassa del bilancio provinciale – arrivata a 4,6 miliardi di euro – sarebbe «una cifra mai vista prima in Trentino e in costante aumento». Un dato che, a loro giudizio, «palesa l’incapacità di questa giunta di governare e di gestire la spesa».
«È ora che i trentini aprano gli occhi – affermano Manica e Zanella – perché la politica non può essere fatta solo di narrazioni senza che si vedano i fatti».
Nel mirino dell’opposizione finisce anche la strategia delle grandi opere annunciata dall’esecutivo guidato dal presidente Maurizio Fugatti. «Progetti proclamati e mai realizzati – sostengono i consiglieri – finiscono per ingessare il bilancio e rallentare la crescita del territorio».
Per il Pd il problema non è la mancanza di fondi, ma la loro mancata utilizzazione. «È inutile raccontare che il Trentino cresce grazie alle grandi opere – proseguono – perché per trasformare un progetto in Pil le risorse devono essere spese, non lasciate ferme in cassa».
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