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Mobilità
15.03.2026 - 12:31
Foto di repertorio
La Provincia autonoma di Trento accelera sulla mobilità ciclistica e annuncia un nuovo piano di interventi destinato a rafforzare la sicurezza lungo alcune delle strade più frequentate dagli appassionati delle due ruote. Nel corso del 2026 saranno infatti realizzati 170 chilometri di Bike Lane, distribuiti su 14 salite simbolo del territorio trentino, con l’obiettivo di rendere più sicura la convivenza tra ciclisti e automobilisti e promuovere una mobilità sempre più sostenibile.
L’annuncio è arrivato nel pomeriggio dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti, intervenuto alla manifestazione “Sulla buona strada”, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sulla sicurezza stradale promossa dal Comitato trentino della Federciclismo insieme a FIAB Trento - Amici della Bicicletta, UISP Trento, Legambiente Trento, Associazione Tridentum Bike, Ciclostile e Rete Climatica Trentina. Numerosi cittadini e associazioni hanno partecipato all’evento pedalando tra piazza Duomo e piazza Fiera. Presente anche il direttore dell’Ufficio infrastrutture ciclopedonali Giovanni Maiello.
Fugatti ha ribadito che la sicurezza stradale rappresenta una priorità per l’amministrazione provinciale, sottolineando la necessità di intervenire sia sul fronte culturale, promuovendo il rispetto reciproco tra chi guida un’auto e chi si sposta in bicicletta, sia sul piano concreto delle infrastrutture, attraverso spazi riconoscibili e dedicati lungo la rete viaria.
Il presidente ha ricordato che il percorso era già stato avviato nel 2025 con una prima fase sperimentale su due tratte molto frequentate dai ciclisti: quella tra Mezzolombardo e Fai della Paganella lungo la provinciale 64 e la statale 43, e quella sulla statale 612 della Val di Cembra tra Valda e Stramentizzo. Un test che, secondo la Provincia, ha dato risultati incoraggianti e che ora apre la strada a una seconda fase molto più ampia.
Il primo lotto di lavori partirà con tre interventi per un totale di 25 chilometri e 1.379 metri di dislivello complessivo. Le nuove Bike Lane saranno realizzate lungo la provinciale 37 tra il lago di Tenno e Riva del Garda, per 8,9 chilometri; sulla statale 349 tra Trento e Bosentino, per 9,7 chilometri; e sulla provinciale 131, la cosiddetta “Strada dei Campionissimi”, tra San Michele e Palù di Giovo, per 6,4 chilometri.
Nel corso dell’anno gli interventi interesseranno anche altre salite molto note agli sportivi e agli appassionati di ciclismo, con priorità ai percorsi coinvolti nei grandi eventi come il Giro d’Italia e il Sellaronda. Tra i tratti destinati a essere attrezzati figurano passi e salite come Pordoi, Manghen, Durone, Tonale, Rolle, Menador, Polsa, Monte Bondone, Monte Velo e Ravazzone di Mori.
La Provincia tiene a precisare che le Bike Lane non sono piste ciclabili separate né comportano un restringimento della carreggiata. Si tratta invece di corsie ciclabili evidenziate sulla sede stradale, integrate con la viabilità ordinaria, pensate come segnale visivo capace di richiamare l’attenzione e favorire comportamenti più prudenti e rispettosi. Parallelamente è stata avviata anche una campagna di sensibilizzazione per rafforzare l’educazione stradale. Se la sperimentazione continuerà a dare esiti positivi, l’obiettivo dichiarato è arrivare in prospettiva a una rete di quasi 400 chilometri distribuiti su una trentina di percorsi.
Il progetto si inserisce in un contesto già molto sviluppato: il Trentino può infatti contare su quasi 500 chilometri di piste ciclabili provinciali, articolate in 12 itinerari, capaci di generare circa 3 milioni di passaggi all’anno e un indotto economico superiore ai 100 milioni di euro legato al cicloturismo.
Nel suo intervento Fugatti ha inoltre richiamato gli investimenti previsti nell’area di San Vincenzo, dove sorgeranno percorsi dedicati all’allenamento ciclistico lontano dal traffico, e le opere collegate ai Super Mondiali di ciclismo del 2031 assegnati al Trentino. Strutture che, nelle intenzioni della Provincia, dovranno rappresentare un’eredità concreta per il territorio e soprattutto per i più giovani.
Dalla manifestazione è emersa anche la richiesta, avanzata dagli organizzatori, di aprire un tavolo di confronto permanente con le istituzioni sul tema della sicurezza stradale, affrontandolo non solo attraverso gli interventi infrastrutturali, ma anche con un lavoro educativo e culturale che coinvolga il mondo della scuola. In piazza Fiera, dove si è concluso l’evento, è stata infine annunciata dai familiari la nascita della Fondazione intitolata a Sara Piffer.
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