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Oltre il limite della roccia: l’ascesa all’Eremo di San Colombano tra storia e vertigine

Un antico ritiro spirituale offre un'escursione unica nel suo genere

Oltre il limite della roccia: l’ascesa all’Eremo di San Colombano tra storia e vertigine

Eremo di San Colombano

Esistono luoghi che sembrano sfidare le leggi della fisica e la forza di gravità. L'Eremo di San Colombano, situato a pochi chilometri da Rovereto, è uno di questi. In questo fine settimana di fine marzo, con il torrente Leno che scorre impetuoso a fondovalle grazie al disgelo, il sentiero che porta all'eremo regala un'atmosfera di pace assoluta e un pizzico di brivido.

Il percorso: i 102 gradini nella pietra

L'escursione è breve ma intensissima sotto il profilo visivo. Non serve essere alpinisti esperti, ma è necessario non soffrire di vertigini.

Partenza: Si lascia l'auto presso il parcheggio dedicato lungo la strada statale che da Rovereto sale verso Vicenza (località Vallarsa).

La salita: Il sentiero si snoda attraverso una scalinata di 102 gradini scavati direttamente nella roccia viva. Man mano che si sale, la parete si fa sempre più verticale e il panorama sulla gola sottostante diventa mozzafiato.

L'arrivo: Una volta raggiunta la struttura, incastrata in una grotta naturale a metà della rupe, ci si trova davanti a un capolavoro di architettura medievale che sembra sorvegliare la valle dal 1319.

⛪ Un luogo di leggenda

Secondo la tradizione, il santo eremita Colombano avrebbe ucciso qui un drago che terrorizzava i viandanti. Oggi, al posto del drago, i visitatori trovano affreschi del XV secolo e una quiete interrotta solo dal suono dell'acqua. Il contrasto tra la roccia nuda e bianca e il verde dei boschi che iniziano a germogliare rende questo weekend il momento ideale per scatti fotografici indimenticabili.

Sosta tattica a Rovereto

Dopo la discesa, il consiglio è di spostarsi di pochi minuti nel centro di Rovereto. Le pasticcerie del corso offrono lo Zelten (dolce tipico di frutta secca) o, per chi preferisce il salato, i classici taglieri di Puzzone di Moena e speck, perfetti per ricaricare le energie dopo l'emozione della salita.

Consigli pratici per il 28-29 marzo: Il sentiero è esposto a nord e la gola del Leno è nota per essere fresca anche in primavera. Indossate una giacca antivento e scarpe con suola in gomma antiscivolo (Vibram), poiché i gradini di pietra possono essere umidi a causa dell'evaporazione del torrente sottostante.

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