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01.04.2026 - 08:40
Foto di repertorio
La crescente diffusione degli snus tra i giovani sta diventando una delle nuove preoccupazioni per le scuole e le istituzioni sanitarie di Trento. Questi piccoli sacchetti contenenti nicotina, da posizionare tra il labbro e la gengiva, sono visti da molti ragazzi come un'alternativa meno dannosa alle sigarette, ma i rischi per la salute sono altrettanto gravi.
Gli snus, originari della Svezia, sono un tipo di tabacco umido che viene assorbito attraverso la mucosa orale, provocando una rapida assuefazione alla nicotina. Sebbene la vendita di snus contenenti tabacco sia vietata in Italia, dal 2023 sono in commercio le cosiddette nicotine pouches, bustine simili a quelle svedesi, ma composte non da tabacco, bensì da cristalli di nicotina e altri ingredienti aromatici. Questi prodotti sono facilmente reperibili nei tabacchini, rendendo ancora più accessibile l'uso di nicotina da parte dei giovani.
Le scuole stanno iniziando a notare l'aumento dell'uso di queste bustine tra gli studenti. I dirigenti scolastici hanno sottolineato che, nonostante le difficoltà nel monitorare il fenomeno, è evidente come gli snus siano entrati nelle abitudini di molti ragazzi, soprattutto nel mondo dello sport. Il consumo di queste bustine è favorito dalla possibilità di usarle in ambienti chiusi, come le aule scolastiche, dove non producono fumo, rendendole discreti e facili da nascondere.
Secondo quanto riportato da Il T, la dirigente dell'Istituto Buonarroti di Trento, Tiziana Rossi, ha confermato che «è difficile pensare che in una scuola di 1700 studenti non ci sia qualcuno che faccia uso di snus». La Rossi ha sottolineato che la scuola è impegnata in prima linea nella prevenzione, ma ha anche sottolineato che il fenomeno si estende in modo particolare agli ambienti sportivi, dove i ragazzi, attratti dalla sensazione di rilassamento immediato, possono essere più vulnerabili.
Nonostante l’assenza di catrame e altre sostanze tossiche presenti nelle sigarette, gli effetti di questi prodotti sono altrettanto dannosi. La lunga esposizione alla nicotina, infatti, può aumentare il rischio di sviluppare tumori alla mascella, così come problemi cardiovascolari e dipendenza da nicotina. La dirigente ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che «i danni provocati da questi prodotti sono ampiamente documentati», con un forte rischio di cancro alla mascella associato a un utilizzo prolungato.
La diffusione degli snus non si limita alle scuole di Trento. Anche l'Istituto Tambosi ha confermato la presenza di questo fenomeno tra i suoi studenti. Il dirigente scolastico, Andrea Bezzi, ha dichiarato che «è un fenomeno che si sta diffondendo» e ha annunciato che l’istituto organizzerà incontri informativi con esperti per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli legati all'uso di questi prodotti. Inoltre, per prevenire l'uso di sostanze dannose, la scuola ha collaborato con le forze dell'ordine, ospitando spesso unità cinofile per monitorare la situazione.
Tuttavia, come sottolineato dal dirigente dell’Istituto Fontana di Rovereto, Giuseppe Santoli, la scuola rappresenta uno degli ambienti più protetti in cui monitorare i comportamenti degli studenti. «La scuola è probabilmente uno degli ambienti più protetti e controllati da questo punto di vista», ha spiegato Santoli, sebbene abbia riconosciuto che il fenomeno persiste in contesti meno sorvegliati, come i bagni o altri luoghi non sotto la vigilanza dei docenti.
Nel contesto educativo, l'approccio migliore per affrontare l’uso degli snus e di altre sostanze dannose è quello di sensibilizzare e coinvolgere gli studenti in progetti educativi. Gli studenti dell’Istituto Fontana, per esempio, hanno realizzato un cortometraggio intitolato "Il bruco e la farfalla", che affronta temi come la dipendenza e le fragilità giovanili.
La crescente diffusione degli snus è un fenomeno che le scuole, insieme alle famiglie e alle istituzioni sanitarie, dovranno affrontare con maggiore attenzione. Nonostante l’apparente innocuità di questi prodotti, i rischi per la salute sono reali e documentati, e il lavoro di sensibilizzazione continua a essere un passo fondamentale per prevenire una nuova forma di dipendenza tra i più giovani.
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