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Salute e territorio

Case della Comunità trentine, tra ritardi e spazi inadeguati: il progetto fondamentale ancora in alto mare

Zanella (PD) accusa: "Tre anni dopo il decreto nazionale la pianificazione delle nuove strutture sanitarie fatica a decollare"

Paolo Zanella, PD Trento

Paolo Zanella, PD Trento

Secondo Paolo Zanella, consigliere provinciale del PD di Trento, la carenza di medici di famiglia e infermieri in Trentino è nota, ma la situazione delle Case della Comunità (CdC) è l’emblema della mancanza di pianificazione. Zanella sottolinea che l’avvio e lo sviluppo di queste strutture è stato programmato solo lo scorso novembre, a tre anni di distanza dal decreto ministeriale 77/2022, nonostante gli indirizzi del 2022 avrebbero già permesso di orientare alcune scelte locali.

Nei tre anni trascorsi, osserva Zanella, non c’è stato alcun reale coinvolgimento dei cittadini né delle associazioni del terzo settore, fondamentali per rendere le CdC dei veri punti di riferimento nelle comunità. Solo nella seconda metà dello scorso anno le Comunità di valle, che coordinano anche i servizi sociali, sono state chiamate a partecipare al progetto.

Per Zanella, gli investimenti si sono concentrati esclusivamente sugli immobili. A Trento nord, la nuova CdC in via Unterveger è stata collocata in una zona produttiva dove non vive praticamente nessuno e senza collegamenti con il trasporto pubblico. A Borgo Valsugana, inaugurata ieri, i locali destinati ai medici di famiglia risultano insufficienti: secondo Zanella, si è dovuto ricorrere in fretta alla riorganizzazione di una palestra e di uno studio di psicologia in un edificio adiacente, con lavori ancora da completare.

Il consigliere del PD evidenzia che, nonostante le belle intenzioni e i fondi del PNRR in gioco, la capacità delle CdC di funzionare come punti di presa in carico territoriale resta compromessa. Zanella aggiunge che se il sistema sanitario trentino continua a garantire servizi, ciò è più merito della dedizione dei professionisti che operano sul territorio che delle strategie dell’assessorato o dell’Azienda sanitaria provinciale.

Secondo Zanella, il progetto delle CdC rischia quindi di rimanere, per ora, più sulla carta che nella realtà quotidiana dei cittadini, e sottolinea la necessità di un reale coinvolgimento della comunità e di una pianificazione concreta per rendere queste strutture davvero funzionali.

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