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Sanità, in Veneto strutture di comunità sopra la media nazionale: già attivati oltre metà dei servizi programmati

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe evidenzia risultati migliori rispetto al resto d’Italia per Case e ospedali di comunità, mentre cresce l’uso del fascicolo sanitario digitale

Fonte foto: Avis

Fonte foto: Avis

Il Veneto si colloca sopra la media nazionale nello sviluppo della sanità territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con un numero significativo di strutture già in funzione almeno in parte.

Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, in regione sono state programmate 99 Case di comunità: di queste, il 64,6% ha già attivato almeno un servizio, un dato nettamente superiore alla media italiana ferma al 45,5%.

Situazione analoga per gli ospedali di comunità, strutture pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali tradizionali e garantire assistenza più vicina ai cittadini. In Veneto ne sono previsti 73, e 47 risultano già operativi almeno in parte, pari al 64% del totale, contro una media nazionale che si attesta al 27%.

Buoni risultati emergono anche sul fronte della digitalizzazione sanitaria. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 14 tipologie di documenti su 20 previste dalla normativa nazionale, un dato in linea con la media italiana secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2025 del Ministero della Salute.

A spiccare è soprattutto la partecipazione dei cittadini: l’89% dei residenti in Veneto ha dato il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari digitali, una percentuale che supera di gran lunga la media nazionale, ferma al 44%.

Numeri che confermano come, in Veneto, il percorso di rafforzamento della sanità sul territorio e l’adozione degli strumenti digitali procedano a un ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese.

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