Scopri tutti gli eventi
Salute e territorio
31.03.2026 - 15:18
Una casa per affrontare uno dei momenti più difficili della malattia, a pochi passi dall’ospedale. È stata riaperta oggi, 31 marzo 2026, la Casa di Accoglienza “Ca’ Romanin”, destinata ai pazienti seguiti dalla Clinica di Ematologia di Padova, nel territorio veneto.
A definirla “un ponte vitale tra ospedale e vita” è il professor Livio Trentin, direttore dell’Unità di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. Dopo il trapianto di midollo, spiega, i pazienti vivono una fase di estrema fragilità: le difese immunitarie sono molto basse, il rischio di infezioni è elevato e possono insorgere complicazioni improvvise che richiedono interventi immediati. In questo contesto, avere un alloggio vicino all’ospedale diventa decisivo.
La struttura si trova in via Gabelli, all’interno del complesso storico di Corte Lando, ed è di proprietà del Comune di Padova. Già utilizzata in passato dall’associazione AIL Padova, negli anni aveva ospitato bambini e famiglie impegnati nei percorsi di cura, per poi diventare sede operativa dell’associazione. Dopo il trasferimento degli uffici in un’altra sede nel 2025, oggi torna alla sua funzione originaria: accogliere chi ha bisogno di assistenza durante le cure.
Il presidente di AIL Padova, Marco Eugenio Brusutti, ha sottolineato come l’obiettivo sia migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. “Una casa è spesso il luogo migliore per affrontare la cura”, ha spiegato, evidenziando l’importanza di non lasciare sole le persone in un momento così delicato. La struttura è stata completamente riorganizzata per ospitare uno o più nuclei familiari, con spazi pensati per garantire accoglienza e sicurezza.
L’associazione, attiva da cinquant’anni nel campo delle malattie del sangue come leucemie e linfomi, ha investito anche in progetti di sostegno più ampi, oltre all’accoglienza. Negli anni ha realizzato diverse case dedicate ai pazienti, tra cui una per bambini sottoposti a radioterapia a Schiavonia, sempre in Veneto.
Durante l’inaugurazione, Brusutti ha lanciato un appello alla cittadinanza: mettere a disposizione immobili o sostenere economicamente le attività per rispondere alle numerose richieste di aiuto, che arrivano anche dall’estero per cure disponibili a Padova.
Dal punto di vista sanitario, la vicinanza all’ospedale Giustinianeo è un elemento chiave. I pazienti dimessi dopo il trapianto devono sottoporsi a controlli frequenti e ravvicinati: vivere a pochi passi dal reparto consente di ridurre i rischi legati agli spostamenti e di intervenire rapidamente in caso di necessità.
“Una carezza al cuore”, così l’assessore al Patrimonio del Comune di Padova, Margherita Cera, ha definito la riapertura. La casa, ha aggiunto, rappresenta un luogo di speranza per chi combatte la malattia e un segno concreto di attenzione verso le persone più fragili.
La storia dell’edificio affonda le radici nel Cinquecento, quando il nobile veneziano Marco Lando dispose la costruzione di abitazioni per famiglie in difficoltà. Oggi, a distanza di secoli, quello spirito di accoglienza continua nel cuore di Padova, trasformandosi in un sostegno concreto per chi affronta la malattia lontano da casa.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516