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Agricoltura e innovazione

Biologico in forte crescita e biotecnologie in espansione: il Veneto tra i protagonisti del cambiamento agricolo

Negli ultimi dieci anni raddoppiano le superfici coltivate con metodo biologico nella regione, mentre il settore delle tecnologie applicate all’agricoltura raggiunge gli 8 miliardi di euro

Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma-Federchimica

Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma-Federchimica

L’agricoltura italiana sta vivendo una fase di profondo cambiamento e il Veneto si conferma tra i territori più dinamici, grazie alla spinta dell’innovazione e alla crescita delle coltivazioni biologiche. È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio Agrofarma, che fotografa un comparto in evoluzione tra digitale, biologico e nuove tecnologie applicate ai campi.

“I nuovi dati confermano la trasformazione strutturale dell’agricoltura italiana: innovazione digitale, biologico e biotecnologie non sono più traiettorie alternative, ma leve complementari per aumentare produttività delle imprese e sostenere la sostenibilità dell’intera filiera” – ha dichiarato Paolo Tassani, Presidente di Agrofarma-Federchimica. “La sfida oggi è accompagnare questo cambiamento con un quadro normativo chiaro, che aiuti la competitività dell’agricoltura italiana ed europea.”

Il report, realizzato con il supporto della società di analisi Areté, evidenzia anche il crescente ricorso agli strumenti digitali da parte delle aziende agricole. “Quanto emerge dall’analisi semestrale è un comparto agricolo che crede nelle soluzioni digitali, su cui sta facendo leva per rispondere alle sfide normative e per efficientare, pur scontrandosi ad oggi con un quadro regolatorio che necessiterebbe di semplificazioni, soprattutto in materia di sperimentazione. Dall’altro lato, un’industria degli agrofarmaci che continua ad investire in modo importante e che registra ottime performances economiche, confermando che il settore sta rispondendo alle sfide di questi anni con proattività e apertura al cambiamento” – afferma Enrica Gentile, CEO & Founder di Areté Srl.

Tra le innovazioni più diffuse ci sono le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, sempre più utilizzate per migliorare la gestione delle coltivazioni. Buoni risultati arrivano anche dalle sperimentazioni con i droni, avviate dal 2022, in particolare su vite, olivo e colture ad alto valore.

Continua intanto la crescita del biologico: in Italia le superfici coltivate con metodi naturali superano ormai i 2,5 milioni di ettari, pari al 20,9% della SAU nazionale, ben oltre la media europea.

Guardando al Veneto, il trend resta positivo nel lungo periodo. In dieci anni la superficie bio è aumentata di circa il 110%, mentre l’incidenza sul totale dei terreni agricoli è passata dal 2,2% al 5,1%. Cereali, vigneti e colture industriali guidano questa crescita. In aumento anche gli operatori, saliti da 2.304 nel 2015 a 3.328 nel 2024.

Parallelamente, la regione si conferma punto di riferimento anche per il settore delle biotecnologie. Nel 2024 il comparto ha raggiunto un fatturato di 8 miliardi di euro, pari al 15% del totale nazionale, secondo solo alla Lombardia. Le imprese attive sono 587, con oltre 11.000 addetti. Circa tre quarti delle aziende operano nell’ambito agroalimentare e zootecnico, contribuendo in modo decisivo al risultato complessivo e generando da sole il 24% del fatturato nazionale del settore, per un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro.

Il quadro che emerge è quello di una regione in cui tradizione agricola e innovazione procedono insieme, con un ruolo sempre più centrale nel panorama del Nord-Est.

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