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Cresce l’allarme sulle Rsa in Veneto: rette alle stelle e personale sempre più scarso, Cisl sollecita interventi urgenti

Il sindacato regionale invia al Consiglio un documento con le priorità dei lavoratori e dei pensionati: salari giusti, servizi accessibili e incentivi per trattenere i giovani talenti

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Alla vigilia del voto finale sul bilancio regionale, la Cisl Veneto ha inviato un documento a tutti i gruppi e ai consiglieri del Consiglio regionale, ribadendo le istanze dei 400mila lavoratori e pensionati che rappresenta.

Secondo il segretario generale Massimiliano Paglini, c’è una “emergenza silenziosa” che rischia di colpire duramente le famiglie venete: le rette delle Rsa sono cresciute a livelli mai registrati prima.

Il sindacato punta su alcune priorità: salari adeguati con rinnovi contrattuali puntuali, opportunità di crescita professionale, servizi sociali accessibili, politiche abitative sostenibili, trasporti efficienti e nuove opportunità di sviluppo.

Paglini sottolinea la disponibilità della Cisl a un confronto con tutti gli attori sociali, su invito del presidente Alberto Stefani, per rimuovere gli ostacoli che allontanano i giovani talenti dal lavoro in Veneto e per affrontare la difficile situazione delle case di riposo. Tra le richieste anche maggiori fondi per le rette delle Rsa e per la legge sui caregiver, “un’emergenza sociale in costante crescita”.

Il sindacato invita le forze politiche regionali a collaborare per evitare che i tagli nazionali ai trasferimenti ricadano sugli enti locali, e propone un uso più equo dell’Isee rispetto alla sola Irpef, per distribuire meglio il peso economico sulle famiglie.

Cisl Veneto ribadisce che gli interventi non devono essere temporanei, ma mirare alla creazione di un vero Patto per il lavoro, la crescita e la coesione sociale, anche attraverso l’istituzione del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro come luogo di confronto strutturato.

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