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04.04.2026 - 18:00
Foto di repertorio
Con l’arrivo della primavera, cresce il rischio di incontri con le zecche, piccoli parassiti silenziosi ma potenzialmente pericolosi. Il loro morso, quasi sempre indolore, può trasmettere diverse malattie infettive, tra cui la borreliosi (meglio nota come malattia di Lyme) e la meningoencefalite da zecche (TBE), che colpisce il sistema nervoso e si manifesta tra i tre e i venti giorni successivi con febbre alta e forti mal di testa.
Questi aracnidi si annidano principalmente in aree ricche di vegetazione erbosa e arbustiva. La loro presenza dipende dal clima e dalla disponibilità di ospiti: la zecca dei boschi preferisce ambienti freschi e umidi, mentre la zecca del cane prospera in zone più calde e asciutte. Possono parassitare animali domestici, cervi, pecore, scoiattoli e, naturalmente, l’uomo. Le specie più diffuse in Italia sono la zecca dei boschi, la zecca del cane e la zecca del piccione.
Prevenzione: piccoli accorgimenti per grandi risultati
Gli esperti consigliano di indossare abiti chiari e pantaloni lunghi, coprire gambe e braccia e utilizzare scarpe chiuse o stivali. Evitare di camminare in erba alta o di strusciarsi contro cespugli e margini di sentieri. Al termine di ogni escursione, è fondamentale un controllo accurato di pelle, capelli e vestiti. Gli animali domestici devono essere trattati con prodotti specifici anti-zecche, e gli indumenti lavati prima di entrare in casa.
Sono disponibili repellenti a base di DEET o Icaridina che aiutano a ridurre il rischio di morso.
Come rimuovere una zecca
Non bisogna mai ricorrere a alcol, oli, benzina o oggetti arroventati: il rischio è favorire il rigurgito di materiale infetto. La rimozione corretta prevede l’uso di pinzette a punte sottili o estrattori specifici, afferrando la zecca vicino alla pelle e tirando con un movimento rotatorio delicato. Dopo l’operazione, la zona va disinfettata, le mani protette e la zecca conservata in alcol per eventuali analisi se compaiono sintomi.
Vaccini e indicazioni sanitarie
Erminio Bonsembiante, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, ricorda che la vaccinazione contro la TBE è la prevenzione più efficace e viene offerta gratuitamente a volontari del soccorso alpino e della Protezione Civile, mentre per gli altri soggetti è disponibile a 25 euro a dose. La malattia di Lyme, invece, non dispone ancora di un vaccino.
Chi desidera prenotare la vaccinazione può rivolgersi ai Punti unici vaccinali dell’ULSS 2 nei distretti di Treviso, Pieve di Soligo e Asolo
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