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Attualità
08.04.2026 - 16:00
Foto di repertorio
Nei cantieri veneti dell’edilizia artigiana e delle Pmi arriva una novità importante per la sicurezza: la figura del mediatore culturale. L’iniziativa, promossa da Formedil Veneto, l’ente bilaterale per la formazione delle imprese artigiane edili, ha l’obiettivo di rendere comprensibili norme e rischi ai lavoratori stranieri, che oggi costituiscono oltre il 55% della manodopera del settore.
I primi corsi sperimentali, realizzati in collaborazione con Confartigianato Marca Trevigiana, hanno coinvolto nove mediatori provenienti da Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo, di cui otto donne e un uomo. La loro funzione non si limita alla semplice traduzione: devono trasferire consapevolezza del rischio, adattando linguaggio, esempi e approccio culturale.
La scelta risponde a un’esigenza concreta: i lavoratori stranieri sono maggiormente esposti agli infortuni a causa di barriere linguistiche e difficoltà nel comprendere le norme di sicurezza. I dati Inail per il 2025 registrano un incremento di 1.681 infortuni (+2,4%) rispetto all’anno precedente, il dato più alto nel quinquennio, con il settore delle costruzioni tra i più colpiti.
“Le parti sociali hanno dimostrato grande lungimiranza introducendo una figura capace di rendere davvero efficace la formazione sulla sicurezza” – commenta il presidente di Formedil, Enrico Maset. Non basta tradurre: serve trasferire consapevolezza del rischio e adattare la formazione alla realtà dei lavoratori.
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