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Veneto, dalla Lessinia un modello per tutti i parchi: “Accessibilità e standard comuni per la natura”

Venturini: creare una rete regionale per garantire sicurezza e accoglienza in ogni area protetta

Veneto, dalla Lessinia un modello per tutti i parchi: “Accessibilità e standard comuni per la natura”

Foto dell'evento

Un approccio unitario alla gestione dei parchi veneti: è questa la sfida lanciata dall’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, intervenuta questa mattina a Bosco Chiesanuova per l’evento “Lessinia inclusiva: Una montagna per tutti”, conclusione del progetto Camminaparco2026, inserito tra le manifestazioni ufficiali di Milano-Cortina 2026.

“Vogliamo trasformare le eccellenze naturali del Veneto in patrimonio comune, creando una Rete dei Parchi regionale – ha spiegato Venturini – Solo facendo sistema possiamo potenziare l’offerta, garantire standard uniformi di accoglienza e permettere a ogni cittadino di muoversi tra le aree protette senza sorprese”.

Il Veneto vanta un patrimonio ambientale di oltre 537.000 ettari di aree naturali protette, di cui 90.000 costituiti da parchi (57.700 regionali e 31.000 del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi) e circa 20.000 ettari di riserve statali, con una fitta rete di zone umide e riserve regionali. “La bellezza dei parchi va vissuta – ha sottolineato Venturini – Garantire l’accessibilità non significa solo abbattere barriere fisiche, ma assicurare sentieri curati, monitorati e sicuri per tutti”.

In quest’ottica, la Regione collabora attivamente con il Club Alpino Italiano (CAI) per aggiornare il catasto dei sentieri e mantenere la segnaletica in modo rigoroso. “Solo con percorsi certi e ben tracciati chi ha disabilità, gli anziani o le famiglie con bambini possono esplorare la natura in sicurezza. La bellezza deve essere un’esperienza di gioia, mai di rischio”, ha concluso l’assessore.

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