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10.04.2026 - 14:05
Simone Marchiori
Si apre una nuova fase per il Fondo Comuni Confinanti, con una strategia rivisitata che punta a trasformare il fondo da semplice strumento di sostegno a leva strategica per il rilancio delle terre alte e il contrasto allo spopolamento. A lanciare la sfida è stato l’assessore provinciale Simone Marchiori, durante un incontro che ha riunito amministratori e rappresentanti istituzionali di Veneto, Lombardia e Alto Adige. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di 30 sindaci in aula e 50 collegati da remoto, a testimonianza dell’importanza e della portata del progetto che coinvolge circa 130 Comuni, con il Trentino al centro della discussione.
Riorientare le risorse verso grandi opere
Marchiori, come riportato da Trento Today, ha illustrato il futuro del Fondo, sottolineando la necessità di concentrarsi su interventi strategici che abbiano ricadute concrete e misurabili sui territori alpini. “Il Fondo dovrà finanziare opere di maggiore rilievo, di carattere sovraregionale”, ha dichiarato l’assessore. A partire dal 2028, con la scadenza dell’attuale intesa, la programmazione dovrà essere orientata verso azioni di ampio respiro, in grado di contrastare lo spopolamento della montagna, supportare l’agricoltura montana e migliorare la viabilità, sia stradale che funiviaria.
Fondi e risorse: il nodo da risolvere
Ogni anno, il Fondo Comuni Confinanti stanzia 500mila euro destinati ai 49 Comuni interessati (50 con l’ingresso di Arsiero in provincia di Vicenza). Nonostante l’entità dei fondi, Marchiori ha evidenziato come sia necessario superare l’approccio frammentato degli interventi precedenti e concentrarsi su progetti che abbiano un impatto significativo. Durante il Comitato paritetico sono stati approvati importanti aggiornamenti, tra cui il nuovo regolamento di gestione e la pianificazione delle risorse per Brescia e Vicenza.
Lo spopolamento, una priorità
Uno dei temi principali emersi durante l’incontro è stato lo spopolamento delle aree montane. Il Trentino ha rivendicato con orgoglio le proprie azioni già in corso, come i progetti di co-living e il programma Rival, insieme al bando anti-spopolamento, modelli che potrebbero essere estesi anche agli altri territori di confine. In questa direzione, il presidente del Fondo, Dario Bond, ha proposto di istituire un tavolo di lavoro con la Provincia autonoma di Trento per esplorare come utilizzare le risorse anche per progetti di rilancio demografico e sviluppo locale.
Un obiettivo chiaro
L’obiettivo è chiaro: rendere il Fondo un motore di sviluppo per le terre alte, un’opportunità per le comunità montane che affrontano sfide legate all’isolamento e alla mancanza di servizi. “Questa è una sfida che riguarda non solo il Trentino, ma l’intero sistema delle autonomie speciali – ha concluso Marchiori –. È fondamentale unire le forze per garantire che le risorse vengano destinate a progetti capaci di produrre benefici duraturi e tangibili per le nostre montagne e per le persone che ci vivono".
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