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Attualità
13.04.2026 - 10:22
Foto di repertorio
Tre giorni per rallentare, osservare e attraversare il territorio con uno sguardo diverso, quello di chi sceglie la bicicletta non solo come mezzo, ma come linguaggio. Dall’8 al 10 maggio torna “Pavè – Pedalando a Venezia”, il bike festival che giunge alla sua quinta edizione e si conferma come uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla mobilità sostenibile e alla cultura del viaggio.
Ideato dall’associazione La Velostazione, il festival si propone come uno spazio aperto di confronto e condivisione, dove la bicicletta diventa il filo conduttore per riflettere sul presente e immaginare nuovi modi di vivere il territorio. Un laboratorio di idee, ma anche un’esperienza concreta che intreccia ambiente, paesaggio e relazioni.
Il programma si sviluppa in tre momenti distinti ma complementari. Si parte venerdì 8 maggio al museo M9 di Mestre con la giornata dedicata alla formazione: protagonisti esperti, professionisti e appassionati chiamati a discutere di mobilità, sostenibilità e progettazione. Sabato 9 maggio sarà invece il turno della narrazione, con storie e testimonianze capaci di stimolare riflessioni e dialogo tra discipline diverse, dalla letteratura alla fotografia, fino al cinema e alla musica.
Il cuore esperienziale della manifestazione arriverà domenica 10 maggio, quando i partecipanti saliranno in sella per esplorare la laguna e i territori circostanti. Due le principali proposte: la Classic Gravel Ride, con percorsi da 90 e 150 chilometri tra strade sterrate, fiumi e paesaggi lagunari, e “Infinita”, una sfida notturna di 330 chilometri che attraversa Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Novità di questa edizione è lo spostamento delle attività domenicali a Porto Marghera, dove sorgerà il Pavè Village. Una scelta dal forte valore simbolico: riportare vita e cultura in un’area storicamente legata alla produzione industriale, trasformandola per un giorno in un punto di incontro dedicato alla mobilità lenta e alla rigenerazione urbana.
Andrea Heinrich, curatore del festival, ha spiegato che Pavè racconta il mondo attraverso la bicicletta non soltanto come mezzo di spostamento, ma come vero e proprio strumento narrativo. Ha aggiunto che l’obiettivo è esplorare nuovi modi di abitare i luoghi, privilegiando lentezza, curiosità e attenzione, e trasformare il viaggio in un’occasione di relazione più che in una semplice performance.
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