Si riaccende il dibattito in Trentino sul costo delle case di riposo per le persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza. Dopo giorni di confronto pubblico e articoli sul tema, il consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia ha presentato un’interrogazione scritta alla Giunta di Trento per ottenere indicazioni più chiare su criteri e procedure legate alle rette.
Al centro della questione c’è la suddivisione dei costi quando una persona con demenza grave viene ricoverata in una RSA: da una parte la quota sanitaria, coperta dal servizio pubblico, dall’altra la quota per vitto e alloggio, a carico della persona o dei familiari. Negli ultimi anni, però, diverse decisioni e un aumento dei ricorsi hanno rimesso in discussione questo schema, soprattutto nei casi più gravi, quando l’assistenza quotidiana è strettamente legata alle cure.
Da qui la richiesta di maggiore chiarezza per evitare che famiglie e strutture si trovino in difficoltà o siano costrette a rivolgersi ai tribunali. Cia spiega che il tema non è nuovo e che già nel 2025 aveva avviato segnalazioni e richieste di approfondimento, raccogliendo elementi utili a definire il quadro normativo. Ora, però, con l’aumento dei contenziosi, secondo il consigliere è necessario un passo ulteriore.
L’obiettivo, sottolinea, è garantire regole semplici e uguali per tutti: servono indicazioni precise su chi prende le decisioni, con quali documenti e in quali tempi. L’interrogazione punta quindi a chiarire quali atti regolano oggi l’eventuale esenzione dal pagamento della quota alberghiera e come vengono gestiti i casi più complessi.
Non solo. Vengono chiesti anche dati concreti: quante esenzioni sono state concesse, quali sono i costi complessivi e quali potrebbero essere gli sviluppi futuri legati all’aumento delle demenze. Informazioni ritenute fondamentali per programmare interventi sostenibili nel tempo.
Infine, Cia propone una riflessione su sistemi di pagamento più equi, con contributi calibrati in base alla gravità della malattia e alle condizioni economiche, per evitare che il peso ricada soprattutto sulle famiglie più fragili.
L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio tra tutela delle persone più deboli, regole uguali per tutti e sostenibilità del sistema sanitario provinciale.