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Scontro politico

Decreto sicurezza, più poteri ai sindaci: scontro politico tra Brentani e Martella a Venezia

Si accende il confronto politico tra maggioranza e opposizione nel capoluogo lagunare sul ruolo dei sindaci e sulle scelte del Parlamento

Brentani e Martella

Brentani e Martella

Il Senato ha approvato il Decreto Sicurezza con 96 voti favorevoli e 46 contrari. Il testo passa ora alla Camera per la conversione definitiva e introduce una serie di novità che incidono direttamente sulla gestione della sicurezza urbana nei comuni.

Secondo questo decreto, i primi cittadini potranno segnalare le zone più delicate del territorio e attivare misure di controllo rafforzato con possibilità di allontanamento. Viene ampliato anche il cosiddetto Daspo urbano, esteso a stazioni, scuole, strutture sanitarie e trasporti pubblici. Previsti inoltre nuovi fondi per la sicurezza nei comuni, con risorse per videosorveglianza e assunzioni o rinforzi temporanei nella polizia locale, soprattutto nelle città a forte presenza turistica come quelle del Veneto. Rafforzate infine le procedure per intervenire sugli immobili occupati senza titolo.

Il provvedimento ha subito acceso il dibattito politico anche in Veneto. Il senatore del Partito Democratico Andrea Martella, candidato sindaco del centrosinistra a Venezia, ha votato contro il decreto insieme al proprio gruppo parlamentare. Una scelta che è diventata oggetto di attacco da parte del centrodestra.

Diego Brentani, della lista Simone Venturini Sindaco, ha criticato la posizione del senatore, accusandolo di incoerenza rispetto alle posizioni espresse in campagna elettorale sulla sicurezza e sul controllo del territorio.

A queste accuse Martella ha replicato respingendo le critiche e rivendicando la gestione amministrativa degli ultimi anni a Venezia e nelle sue aree più complesse, come Mestre e Marghera. Secondo il senatore, le promesse fatte negli anni sulla sicurezza non avrebbero prodotto risultati concreti e i problemi sul territorio sarebbero aumentati.

Martella ha inoltre sostenuto che le politiche basate principalmente su misure emergenziali e nuovi decreti non siano sufficienti a risolvere le criticità, richiamando invece la necessità di un approccio più ampio che includa controllo del territorio, coordinamento tra forze dell’ordine e polizia locale, ma anche interventi sociali, educativi e di rigenerazione urbana.

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