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Polemica sul decreto sicurezza

L’Ordine degli Avvocati di Padova boccia le nuove norme del decreto sicurezza sui richiedenti asilo

Scatta la polemica dopo il via libera del Senato a una modifica del decreto sicurezza che toglie l’assistenza legale gratuita ai richiedenti asilo extra-europei e introduce un compenso per gli avvocati legato all'espulsione degli immigrati irregolari

Foto di repertorio

Foto di repertorio

L’Ordine degli Avvocati di Padova interviene con una posizione netta contro un emendamento inserito nel cosiddetto decreto sicurezza, approvato ieri al Senato, che modifica in modo significativo le regole sull’assistenza legale ai migranti.

Secondo quanto previsto dal provvedimento, da un lato viene eliminata la possibilità per i richiedenti asilo provenienti da Paesi extra Unione Europea di accedere al gratuito patrocinio, cioè all’assistenza legale pagata dallo Stato. Dall’altro viene introdotto un compenso per l’avvocato nel caso in cui il proprio assistito accetti un programma di rimpatrio e lasci effettivamente l’Italia.

Una scelta che, secondo l’Avvocatura padovana, risulta inaccettabile perché finirebbe per creare una distinzione nell’accesso al diritto di difesa in base al Paese di origine della persona assistita. Nel documento diffuso dall’Ordine si sottolinea inoltre il rischio che il ruolo dell’avvocato venga spinto verso obiettivi estranei alla tutela dei diritti fondamentali, trasformandolo di fatto in uno strumento funzionale alle politiche di rimpatrio.

La presa di posizione dell'avvocatura padovana richiama l’attenzione sul principio secondo cui la difesa legale deve restare garantita a tutti allo stesso modo, indipendentemente dalla nazionalità o dalle condizioni economiche. Per l’Ordine degli Avvocati, infatti, i diritti e le libertà fondamentali non possono essere modulati in base alla provenienza delle persone.

La nota si chiude con un richiamo forte alla responsabilità della categoria, invitata a non restare in silenzio di fronte a una normativa ritenuta lesiva dei principi di uguaglianza nella tutela legale. Si tratta di valori non negoziabili, chiarisce l'Ordine, su cui non sono possibili compromessi.

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