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20.04.2026 - 12:15
Foto di repertorio
L’Università di Trento si conferma tra le eccellenze accademiche italiane, conquistando il secondo posto nella classifica nazionale sulla qualità della ricerca. Un risultato di rilievo, anche se in lieve calo rispetto alla precedente valutazione, dove l’ateneo occupava la vetta.
A guidare la graduatoria è oggi la Università degli Studi di Padova, che conquista il primo posto nel quinquennio 2020-2024, superando proprio l’Università degli Studi di Trento. Tra le università private, invece, spicca la Università Bocconi, seguita dalla LUISS Guido Carli.
I dati emergono dalla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, elaborata dall’ANVUR, che ha analizzato complessivamente 132 istituzioni tra università ed enti di ricerca. L’indagine prende in esame la produzione scientifica, i progetti internazionali e le attività di valorizzazione delle conoscenze.
Nel dettaglio, Padova registra un indice pari a 1,065, seguita da Trento con 1,060. Un’inversione rispetto al periodo 2015-2019, quando Trento occupava la prima posizione e Padova la quarta.
La valutazione ha preso in considerazione quasi 200mila pubblicazioni scientifiche, in crescita rispetto alla precedente tornata, e ha coinvolto oltre 75mila ricercatori. Ampia anche la rete di esperti chiamati a esprimere i giudizi: più di 700 specialisti disciplinari e migliaia di revisori esterni.
Un dato significativo riguarda i ricercatori più giovani o recentemente promossi, che mostrano una produttività media superiore rispetto ai colleghi già strutturati, sia in termini quantitativi sia qualitativi.
I risultati diffusi finora offrono una fotografia generale del sistema, mentre il dettaglio per singole aree disciplinari sarà presentato nel report finale atteso a fine maggio. Nel frattempo, per Trento arriva comunque una conferma importante: l’ateneo resta stabilmente ai vertici della ricerca italiana.
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