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20.04.2026 - 13:31
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Un algoritmo che “accende la luce” nei meccanismi più complessi della biologia cellulare. Arriva dai laboratori dell’Università di Padova, in collaborazione con i Max Perutz Labs di Vienna, una nuova frontiera dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina: si chiama IGNITE ed è in grado di prevedere come le mutazioni genetiche influenzano il comportamento delle cellule staminali.
Il software, presentato sulla rivista scientifica PLOS Computational Biology, promette di rivoluzionare il modo in cui i ricercatori studiano il differenziamento cellulare. In altre parole, consente di capire in anticipo come una cellula “deciderà” di trasformarsi, senza dover ricorrere a lunghi e costosi esperimenti di laboratorio.
Alla base di tutto c’è la ricostruzione delle cosiddette reti geniche regolatorie: un intricato sistema di interazioni in cui i geni si attivano e si inibiscono a vicenda, determinando la vita e la funzione di ogni cellula. Decifrarle è fondamentale per comprendere lo sviluppo dei tessuti e l’origine di molte malattie, ma finora ha richiesto anni di test sperimentali.
IGNITE cambia paradigma. Grazie al machine learning, il sistema impara autonomamente analizzando i dati di sequenziamento dell’RNA a livello di singola cellula, senza bisogno di conoscenze preliminari o interventi umani diretti. Il risultato è una sorta di simulatore virtuale capace di prevedere “in silico” cosa accade quando uno o più geni vengono disattivati o modificati.
Il valore aggiunto è evidente: il software non solo individua i geni chiave nel processo di differenziazione, ma riesce anche a simulare scenari complessi, come l’alterazione simultanea di più geni — un’operazione estremamente difficile da replicare in laboratorio. Nei test condotti su cellule staminali pluripotenti, sia umane che murine, IGNITE ha dimostrato un’elevata precisione e una notevole versatilità.
Le cellule staminali, del resto, rappresentano una delle risorse più promettenti della medicina rigenerativa: cellule “neutre”, capaci di trasformarsi in qualsiasi tessuto, dai neuroni alle cellule cardiache. Comprendere i meccanismi che guidano questa trasformazione è cruciale per sviluppare terapie innovative basate sulla rigenerazione dei tessuti danneggiati.
L’approccio interdisciplinare è uno degli elementi chiave del progetto: strumenti sviluppati in ambito fisico vengono oggi applicati con successo alla biologia, aprendo nuove prospettive di ricerca. È proprio questa integrazione tra fisica statistica e intelligenza artificiale a rendere IGNITE una vera “bussola digitale” per gli scienziati.
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