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Ambulanti storici, proposta di legge in Veneto: nasce l’Albo regionale

Corazzari (Lega-LV): “Mercati cuore delle comunità, servono strumenti per valorizzarli e sostenere il ricambio generazionale”

Ambulanti storici, proposta di legge in Veneto: nasce l’Albo regionale

Foto di repertorio

Valorizzare una tradizione radicata nel territorio e riconoscere il ruolo economico e sociale dei mercati. È questo l’obiettivo della proposta di legge depositata in Consiglio regionale da Cristiano Corazzari, esponente di Lega-LV, che punta a sostenere il commercio ambulante in tutto il Veneto.

Il provvedimento introduce una novità significativa: l’istituzione dell’Albo regionale degli ambulanti storici, riservato agli operatori con almeno trenta anni di attività. Un riconoscimento ufficiale, pensato più come strumento di valorizzazione che come leva per ottenere vantaggi nelle concessioni.

«Mercati e ambulanti rappresentano un pilastro dell’economia veneta e un presidio sociale fondamentale», sottolinea Corazzari, evidenziando come questi spazi siano da sempre luoghi di scambio, ma anche di relazione e identità comunitaria, soprattutto nei centri più piccoli.

Accanto all’Albo, la proposta prevede una serie di interventi per rafforzare il settore: dall’istituzione di una giornata annuale di premiazione con un logo dedicato agli ambulanti storici, al coordinamento con i Comuni per promuovere i mercati tradizionali. Spazio anche a criteri qualitativi nelle procedure pubbliche, nel rispetto delle norme sulla concorrenza, e a misure per favorire il passaggio generazionale e l’ingresso dei giovani nel settore.

Un ulteriore tassello è rappresentato dalla creazione dell’Elenco regionale dei mercati storici, destinato a tutelare e promuovere le realtà attive da almeno trenta anni, con l’obiettivo di rilanciare un patrimonio diffuso sul territorio.

La proposta, precisa il consigliere, non interviene sulle competenze dei Comunimodifica il quadro normativo europeo, ma introduce strumenti concreti per sostenere qualità, tradizione e innovazione. Un equilibrio che, nelle intenzioni del proponente, dovrebbe rafforzare un comparto ancora centrale per l’economia locale e la coesione sociale del Veneto.

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