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20.04.2026 - 14:51
Foto di repertorio
Tensione in Val di Gresta dopo la decisione del Comune di Mori di non rinnovare la convenzione con Ronzo-Chienis per il servizio di asilo nido. Una scelta che ha acceso il dibattito politico e sociale, con ripercussioni dirette sulle famiglie della zona.
La questione è stata portata all’attenzione della Giunta provinciale attraverso un’interrogazione presentata dalle consigliere provinciali Francesca Parolari (Partito Democratico del Trentino) e Paola Demagri. Le due esponenti chiedono chiarimenti e interventi urgenti per garantire la continuità del servizio educativo.
Secondo le consigliere, la decisione dell’amministrazione comunale rischia di interrompere percorsi educativi già avviati e di creare disagi significativi alle famiglie, come dimostrato anche da una raccolta firme che ha superato le 260 adesioni. Un segnale, sottolineano, del forte malcontento presente sul territorio.
Nel documento presentato in Provincia, Parolari e Demagri evidenziano quella che definiscono una contraddizione rispetto agli obiettivi dichiarati di tutela dei servizi di prossimità e contrasto allo spopolamento delle aree periferiche. La riduzione dei servizi educativi, sostengono, andrebbe nella direzione opposta rispetto alle politiche necessarie per mantenere vive le comunità montane.
Al centro della critica anche il tema della continuità educativa, considerata un elemento fondamentale per la crescita dei bambini, insieme alle politiche di welfare e conciliazione tra vita e lavoro, ritenute strumenti essenziali per sostenere la permanenza delle famiglie nei territori più periferici.
Le consigliere chiedono quindi alla Provincia autonoma di Trento di intervenire, richiamandosi alle proprie competenze di indirizzo e coordinamento, per evitare che scelte amministrative locali possano compromettere servizi ritenuti essenziali.
La vicenda riporta così al centro il tema dell’equilibrio tra sostenibilità dei servizi e tutela delle comunità di montagna, in un contesto in cui la tenuta sociale dei territori più fragili resta una delle principali sfide istituzionali.
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