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Burano celebra il “Merletto d’Autore”: in arrivo la Biennale 2026 al Museo del Merletto

Dal 21 aprile 2026 al 8 gennaio 2027 una grande esposizione racconta la stagione d’oro del merletto tra arte, design e manifattura italiana

Burano celebra il “Merletto d’Autore”: in arrivo la Biennale 2026 al Museo del Merletto

Foto dell'evento

Burano (Venezia) si prepara a riscoprire una delle sue eccellenze più identitarie con la nuova edizione della Biennale del Merletto, che nel 2026 si sviluppa attraverso la mostra “Merletti d’Autore”, ospitata negli spazi del Museo del Merletto.

L’esposizione, curata da Chiara Squarcina e Giorgio Levi, sarà visitabile dal 21 aprile 2026 all’8 gennaio 2027 e si concentra su una fase cruciale della storia del merletto italiano: gli anni Venti e Trenta del Novecento, quando questa tradizione artigianale si trasforma in autentica forma d’arte grazie al dialogo tra manifatture e grandi protagonisti del design e delle arti decorative.

Il percorso espositivo mette in relazione disegni preparatori, cartoni, pubblicazioni d’epoca e opere firmate da figure come Giulio Rosso, Fausto Melotti, Vittorio Zecchin, Giovanni Gariboldi e Tomaso Buzzi, restituendo l’immagine di una stagione creativa in cui il merletto esce dall’ambito puramente artigianale per affermarsi come linguaggio artistico autonomo.

Al centro della narrazione anche il contributo fondamentale della studiosa Doretta Davanzo Poli, cui la mostra è dedicata, e l’approfondimento delle due tecniche tradizionali del merletto, ad ago e a tombolo, con un’attenzione particolare alle principali scuole produttive italiane, tra cui Venezia, Cantù e Bologna.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma della quinta edizione della Biennale del Merletto, che prevede incontri, appuntamenti e un convegno internazionale sull’arte del merletto in programma a giugno 2026 a Palazzo Mocenigo.

Il progetto espositivo sottolinea inoltre il ruolo del Museo del Merletto come presidio del “saper fare” artigianale, inteso come patrimonio immateriale fatto di conoscenze, gesti e tradizioni tramandate nel tempo. Un’eredità che, nelle intenzioni degli organizzatori, deve essere non solo conservata ma anche trasmessa e rinnovata.

Il percorso si arricchisce con sezioni dedicate alla grande mostra internazionale di arti decorative italiane del 1931 allo Stedelijk Museum, che segnò il riconoscimento del merletto italiano anche sulla scena internazionale, e con un approfondimento sul secondo dopoguerra, quando nuove collaborazioni tra artisti e manifatture rilanciarono la produzione.

Completano l’allestimento disegni originali, cartoni esecutivi e riviste storiche come Domus, Fili ed Emporium, testimonianza del dibattito culturale che contribuì alla diffusione del gusto moderno nelle arti applicate.

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