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20.04.2026 - 12:37
Il turismo cresce in Veneto e nei Colli Euganei, ma Este resta indietro. A sostenerlo sono le consigliere di opposizione Roberta Gallana e Lucia Mulato, che attaccano l’amministrazione comunale di Matteo Pajola dopo la diffusione dei dati 2025, parlando di «calo costante» e di «assenza di una strategia». Secondo i numeri regionali, il Veneto ha raggiunto livelli record con 22,3 milioni di arrivi (+2,3%) e 74,2 milioni di presenze, superando anche il periodo pre-Covid. Nello stesso contesto, anche l’area dei Colli Euganei cresce del 3,2%, trainata dal turismo lento e dal recente riconoscimento Unesco come Riserva della Biosfera. A Este, invece, il trend è opposto. Nello scorso anno si registrano 9.707 arrivi e 24.358 presenze, in calo rispetto al 2024 quando erano stati 9.876 gli arrivi e 26.063 le presenze. Una flessione che, secondo l’opposizione, riguarda in particolare i visitatori stranieri e porta a un meno 7% complessivo. «Siamo di fronte a un paradosso» attacca Gallana «Mentre i territori vicini intercettano nuovi flussi turistici, Este si ferma.
L’offerta culturale è priva di novità, manca una vera promozione e gli eventi non sono inseriti in una visione complessiva». Il riferimento è anche al confronto con Monselice, che registrerebbe numeri più alti e una crescita del 6,5%. Critiche arrivano anche sul fronte dell’impatto economico degli eventi. «Abbiamo raccolto segnalazioni da commercianti e pubblici esercizi» aggiunge Mulato «Durante il festival musicale, i visitatori arrivavano in pullman e venivano riaccompagnati subito dopo i concerti, senza alcuna ricaduta per il centro storico. Manca una vera sinergia con le attività locali». Tra i punti sollevati anche quello dell’accessibilità. «Un altro punto dolente riguarda l’inclusività. Il percorso verso la Bandiera Lilla, avviato in passato, è stato abbandonato» sottolinea Mulato «Non ci sono iniziative per un turismo inclusivo e sostenibile. Este rischia di essere non solo meno attrattiva, ma anche meno accogliente». Per Gallana e Mulato i dati confermano una difficoltà strutturale: «Non basta gestire l’ordinario. Chiediamo un cambio di passo immediato. Serve un piano di marketing territoriale, eventi di qualità e un lavoro condiviso con le categorie economiche. Senza un cambio di passo, il rischio è quello di perdere definitivamente il treno della ripresa. Se l’amministrazione Pajola non è in grado di invertire questa rotta, certifichi il fallimento delle proprie politiche turistiche» concludono le consigliere.
Giada Zandonà
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