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Attualità
14.02.2026 - 12:00
Santa Giustina in Colle. La memoria come educazione civica, responsabilità collettiva e dialogo con le nuove generazioni. È questo il filo conduttore di “Memoriae 2026”, progetto condiviso promosso dai Comuni del Camposampierese, che a Santa Giustina in Colle ha visto un coinvolgimento diretto e consapevole delle scuole del territorio in occasione delle iniziative dedicate al Giorno della Memoria.
L’obiettivo è stato quello di superare una commemorazione puramente formale, per trasformare il ricordo in uno strumento di consapevolezza e crescita. «La memoria non è solo passato» – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura e Istruzione Ornella De Santi – «ma un modo concreto per formare cittadini capaci di scegliere ogni giorno il rispetto, il dialogo e la responsabilità». Un principio che ha guidato l’intero percorso, costruito come progetto culturale ed educativo rivolto in particolare ai più giovani.
Nel paese sono stati allestiti spazi simbolici per ricordare le vittime della deportazione nazifascista: sagome che evocano i deportati dell’Olocausto, accompagnate da pannelli grafici ispirati alle pietre d’inciampo. I materiali sono stati realizzati dagli studenti della scuola secondaria di primo grado J. F. Kennedy e arricchiti dai lavori di tutte le classi, frutto di riflessioni condivise sul tema delle differenze e del rifiuto di ogni forma di violenza. «Abbiamo voluto che fossero i ragazzi a lasciare un segno visibile nel territorio» – ha spiegato De Santi – perché la memoria diventa davvero viva quando passa attraverso il loro sguardo.
Momento centrale del percorso è stato il reading teatrale “Ultimo cielo di aprile – Voci dall’Eccidio”, dedicato all’ottantesimo anniversario dell’eccidio del 27 aprile 1945, uno degli episodi più dolorosi della storia locale. Negli ultimi giorni del secondo conflitto mondiale, una ventina di cittadini furono uccisi sul sagrato della chiesa insieme al parroco e al giovane cappellano, come rappresaglia nazista. A ottant’anni di distanza, quelle voci sono tornate idealmente nello stesso luogo attraverso un racconto teatrale costruito su testimonianze reali, parole e musica dal vivo.
Alla rappresentazione, proposta in una replica dedicata alle scuole, hanno assistito circa 150 tra studenti e docenti delle classi seconde e terze della J. F. Kennedy. Un’esperienza preceduta da un accurato lavoro preparatorio svolto in classe, che ha permesso ai ragazzi di affrontare lo spettacolo con una conoscenza storica già solida. «La scuola ha avuto un ruolo fondamentale» – ha evidenziato l’Assessore – perché ha reso l’incontro più consapevole e partecipato, permettendo ai ragazzi di sentirsi parte della storia della propria comunità.
Il progetto è nato da un lavoro avviato già nel dicembre 2024, quando l’Assessorato ha coinvolto artisti, scrittori e musicisti per dare vita a uno spettacolo inedito. «Volevamo un evento che non fosse solo commemorativo» – ha aggiunto De Santi – «ma capace di parlare ai giovani attraverso linguaggi diversi, unendo rigore storico ed emozione».
“Memoriae 2026”, progetto condiviso promosso dai Comuni del Camposampierese, si è conclusa il 10 febbraio con lo spettacolo “Il rumore del silenzio”, dedicato al tema delle foibe. Un ultimo momento di riflessione che ha chiuso un percorso pensato come cammino condiviso, in cui il ricordo è diventato strumento per comprendere il presente e promuovere, attraverso il dialogo, una cultura di prevenzione dei conflitti.
Elena Scapin
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