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Boscochiaro si mobilita per difendere la scuola del territorio

In 371 firmano per salvare il plesso scolastico

Famiglie e cittadini chiedono la continuità per il 2026/2027: “Presidio essenziale contro disagi e spopolamento”

In 371 firmano per salvare il plesso scolastico

A Cavarzere e nelle sue frazioni cresce la mobilitazione a sostegno della scuola di Boscochiaro. Sono infatti 371 i cittadini che hanno sottoscritto una petizione per chiedere la continuità del plesso scolastico anche per l’anno 2026/2027, evidenziandone l’importanza non solo educativa ma anche sociale per l’intero territorio.

L’iniziativa ha coinvolto famiglie residenti non solo a Boscochiaro e nelle vicine San Pietro e Cavarzere, ma anche nei comuni limitrofi come Adria, Chioggia e Codevigo. La richiesta, indirizzata all’Istituto Comprensivo e all’amministrazione comunale, punta a garantire la permanenza della scuola dell’infanzia “Piccoli Angeli” e della primaria “Lombardo Radice”, anche attraverso l’applicazione di una deroga normativa.

Nel documento, i firmatari sottolineano come la scuola rappresenti un presidio essenziale per la comunità: oltre a garantire il diritto allo studio in modo equo, consente alle famiglie di evitare spostamenti complessi e dispendiosi. In realtà territoriali come Boscochiaro, spiegano, la presenza di una scuola è determinante anche per mantenere viva la comunità e contrastare il rischio di spopolamento.

Alla base delle criticità vi è il calo delle nascite, un fenomeno già discusso in sede di consiglio comunale nei mesi scorsi. In quell’occasione, durante l’approvazione del piano per il diritto allo studio 2025-2026, era emerso come la diminuzione demografica – con appena 56 nascite nel 2025 – possa avere effetti concreti sull’organizzazione scolastica locale.

Nonostante questo scenario, i promotori della petizione ribadiscono la necessità di tutelare il servizio scolastico, ritenuto ancora fondamentale per una comunità che, seppur ridotta nei numeri, resta attiva e bisognosa di servizi. Tra le richieste principali vi sono l’attivazione della deroga per formare una nuova classe prima e una sezione dell’infanzia, il riconoscimento del ruolo strategico della scuola come punto di riferimento educativo e sociale, e il mantenimento dei servizi essenziali nelle frazioni.

La mobilitazione rappresenta quindi un segnale forte: per i cittadini, la scuola non è solo un luogo di istruzione, ma un elemento chiave per la coesione sociale e la vitalità del territorio. La sua eventuale chiusura, avvertono, comporterebbe conseguenze rilevanti per famiglie e comunità locali.

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