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Processo Giada Zanola: nuovi indizi rafforzano l'accusa contro l'ex compagno

Contapassi fermo, benzodiazepine nel corpo e tracce digitali rinforzano la tesi dell'omicidio premeditato

Processo Giada Zanola: nuovi indizi rafforzano l'accusa contro l'ex compagno

Foto di repertorio

Il caso di Giada Zanola, la 33enne morta nel maggio 2025, si arricchisce di nuovi elementi. L'ex compagno Andrea Favero, camionista di 39 anni, è accusato di omicidio. Le indagini, in particolare quelle scientifiche e digitali, stanno progressivamente delineando un quadro sempre più sfavorevole nei suoi confronti. In aula, il 22 gennaio 2026, sono emersi dettagli importanti: la presenza di benzodiazepine nei tessuti della vittima e la registrazione del contapassi fermo poco prima della sua morte confermerebbero che la donna non poteva muoversi autonomamente, come sosteneva l'imputato.

Ulteriori indizi derivano da tracce digitali: l'infotainment dell'auto di Favero ha registrato le sue soste durante la notte, allineandosi con i momenti cruciali della tragedia. Inoltre, le ricerche su Internet effettuate da Favero riguardano l'acquisto di sedativi, a conferma del sospetto che l'uomo possa aver somministrato i farmaci alla compagna. Il contapassi e il cellulare della Zanola, invece, hanno segnalato assenza di movimento e connessioni, indicando che la vittima fosse impossibilitata a muoversi prima della sua morte.

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