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Cronaca aggiornamento
22.01.2026 - 12:57
Foto di repertorio
Il caso di Giada Zanola, la 33enne morta nel maggio 2025, si arricchisce di nuovi elementi. L'ex compagno Andrea Favero, camionista di 39 anni, è accusato di omicidio. Le indagini, in particolare quelle scientifiche e digitali, stanno progressivamente delineando un quadro sempre più sfavorevole nei suoi confronti. In aula, il 22 gennaio 2026, sono emersi dettagli importanti: la presenza di benzodiazepine nei tessuti della vittima e la registrazione del contapassi fermo poco prima della sua morte confermerebbero che la donna non poteva muoversi autonomamente, come sosteneva l'imputato.
Ulteriori indizi derivano da tracce digitali: l'infotainment dell'auto di Favero ha registrato le sue soste durante la notte, allineandosi con i momenti cruciali della tragedia. Inoltre, le ricerche su Internet effettuate da Favero riguardano l'acquisto di sedativi, a conferma del sospetto che l'uomo possa aver somministrato i farmaci alla compagna. Il contapassi e il cellulare della Zanola, invece, hanno segnalato assenza di movimento e connessioni, indicando che la vittima fosse impossibilitata a muoversi prima della sua morte.
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