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Cronaca
26.01.2026 - 09:13
foto di repertorio
Un sequestro preventivo, diretto e per equivalente, per un valore complessivo di circa 800 mila euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Rovigo nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Rovigo ed eseguito il 21 gennaio 2026, è finalizzato alla confisca del prezzo e del profitto di ipotesi di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
L’operazione, resa nota dal Procuratore della Repubblica Manuela Fasolato insieme al Comando provinciale delle Fiamme Gialle, riguarda tre soggetti residenti a Rovigo – due nati negli anni Sessanta e Settanta e un giovane del 2000 – ritenuti, in ipotesi accusatoria, amministratori di diritto o di fatto di numerose società riconducibili a un unico gruppo imprenditoriale a carattere familiare.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il procedimento trae origine dalla richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura nei confronti di due società a responsabilità limitata rodigine, attive nel settore dell’elaborazione contabile e della consulenza aziendale, gravate da ingenti debiti fiscali accumulati negli anni per il mancato versamento delle imposte. Le società facevano parte di un più ampio reticolo imprenditoriale, composto da oltre trenta realtà operanti prevalentemente nella consulenza, nei servizi contabili e nel settore immobiliare.
A fronte di un indebitamento crescente verso l’Erario – stimato complessivamente in circa 11 milioni di euro – gli indagati avrebbero mantenuto, sempre secondo l’accusa, uno stile di vita particolarmente elevato, finanziato tramite le società del gruppo: noleggio di auto di grossa cilindrata e utilizzo di carte aziendali per l’acquisto di beni di lusso.
Le indagini ipotizzano anche una strategia articolata per sottrarsi ai controlli fiscali e alle conseguenze penali. Tra le condotte contestate figurano la cessione delle quote societarie a soggetti terzi, il trasferimento fittizio delle sedi legali a Roma e lo spostamento dei portafogli clienti tra società, al fine di proseguire l’attività lasciando i debiti a carico di società “contenitore”, destinate a diventare vere e proprie bad company. Un meccanismo che avrebbe consentito di accumulare passività e, al contempo, di tentare di eludere l’apertura di procedure concorsuali e le contestazioni di bancarotta.
L’attività investigativa, condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Rovigo, si è sviluppata attraverso l’analisi di segnalazioni di operazioni sospette, accertamenti bancari, servizi di osservazione e pedinamento, oltre a perquisizioni e sequestri. Proprio in concomitanza con l’esecuzione del sequestro, sono stati effettuati decreti di perquisizione personale e locale, con l’impiego di sei pattuglie e di un’unità cinofila “cash dog”, che hanno operato tra abitazioni private e studi di consulenza nella provincia di Rovigo.
Ad oggi sono stati sottoposti a vincolo cautelare orologi e altri beni di lusso, una villa di pregio con piscina situata sull’Isola di Albarella e disponibilità finanziarie giacenti su conti bancari e rapporti finanziari.
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