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Cronaca
11.02.2026 - 12:05
GDF
Un sequestro complessivo da 76,9 milioni di euro scuote il Veneto nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Venezia su una presunta frode legata al bonus facciate. Il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente, già convalidato dal giudice per le indagini preliminari, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Venezia, con operazioni che hanno interessato anche la provincia di Vicenza.
Al centro dell’indagine, coordinata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, ci sarebbe un articolato sistema finalizzato alla creazione e alla successiva cessione di crediti d’imposta fittizi per lavori edilizi mai realizzati. Secondo l’accusa, il meccanismo sarebbe stato ideato da un ragioniere originario del Padovano, con studio nel Trevigiano, ritenuto il promotore dell’organizzazione.
Gli investigatori parlano di accessi abusivi ai “cassetti fiscali” di cittadini ignari e della costituzione di società intestate a prestanome. Attraverso questa rete sarebbero stati generati crediti fiscali inesistenti, poi ceduti a terzi e monetizzati.
In totale risultano indagate 19 persone, a vario titolo, per truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione e riciclaggio. I sequestri hanno coinvolto 23 società distribuite su scala nazionale e 33 persone fisiche che, secondo quanto emerso, avrebbero tratto beneficio dall’operazione, in alcuni casi anche senza piena consapevolezza.
Le perquisizioni e i provvedimenti hanno toccato le province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza e Rovigo, oltre ad altre città italiane come Udine, Milano, Pavia, Mantova, Roma, Napoli, Caserta e Catania.
Nel dettaglio, sono stati finora sequestrati 24 immobili, disponibilità liquide per circa 3,6 milioni di euro e crediti fiscali ancora presenti nei cassetti per 34,5 milioni di euro. Complessivamente, nel corso dell’inchiesta, le somme bloccate sui conti correnti ammontano a 5,8 milioni di euro.
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