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Caso Unabomber, una vittima si oppone all’archiviazione: “Servono nuovi accertamenti”

Il legale di un uomo ferito nel 2006 chiede di acquisire alcune interviste di Zornitta e di riesaminare i filmati del Tribunale di Pordenone

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Foto di repertorio

Nuove verifiche e approfondimenti prima di chiudere definitivamente il fascicolo. È questa la richiesta avanzata dall’avvocato Francesco Schioppa, che assiste una delle vittime di Unabomber, il responsabile della lunga scia di attentati che per oltre vent’anni ha seminato paura nel Nord Est.

Il legale punta a contrastare la richiesta di archiviazione depositata nei giorni scorsi dalla Procura di Trieste, nell’ambito dell’indagine riaperta nel novembre 2022. Tra le istanze presentate, vi è l’acquisizione di alcune interviste rilasciate da Elvo Zornitta – ritenute “suggestive” dalla difesa – e incluse nel documentario Unabomber e nella docuserie Fantasma. Schioppa sollecita inoltre una nuova analisi, con strumenti informatici oggi più evoluti, delle registrazioni delle telecamere del Tribunale di Pordenone, che a suo dire avrebbero ripreso una persona somigliante all’ingegnere.

La riapertura dell’inchiesta aveva portato a una maxi-perizia genetica, i cui esiti – resi noti lo scorso autunno – non hanno evidenziato compatibilità tra il Dna ricavato da alcuni reperti e quello di 63 soggetti sottoposti a esame, compresi gli undici indagati. Un elemento che, secondo la Procura, si aggiunge alle valutazioni già espresse nel 2008, quando venne chiesta per la prima volta l’archiviazione nei confronti di Zornitta, allora unico indagato. In particolare, era stata evidenziata l’assenza di prove definitive sia sull’azione di un unico attentatore sia su un suo diretto coinvolgimento.

Diversa la posizione dell’avvocato Schioppa, che rappresenta Massimiliano Bozzo, rimasto gravemente ferito nel 2006 dopo aver raccolto una bottiglia contenente un ordigno alle foci del Livenza. Secondo il legale, gli elementi raccolti negli anni a carico di Zornitta meriterebbero di essere valutati in un eventuale dibattimento, prima di mettere la parola fine su una delle vicende più oscure della cronaca italiana recente.

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