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Cronaca aggiornamento
13.02.2026 - 17:00
Foto di repertorio
Due anni e quattro mesi di reclusione. Questa la sentenza inflitta a un 22enne di Vittorio Veneto, riconosciuto colpevole di maltrattamenti continuati nei confronti della madre. La corte, presieduta dal giudice Sara Pitinari, non ha accolto la richiesta della difesa di considerare il ragazzo incapace di intendere e di volere, nonostante i problemi psichiatrici accertati dai periti.
La vicenda, iniziata nell’aprile 2025, ha visto un progressivo peggioramento del comportamento del giovane, con aggressioni fisiche e verbali, anche gravi, nei confronti della madre. L’uomo le ha rivolto insulti e minacce, arrivando a colpirla con schiaffi e pugni, provocando traumi e fratture al volto. Secondo le perizie, il ragazzo soffrirebbe di bipolarismo e dipendenza da sostanze, fattori che avrebbero acuito la condotta violenta, ma non gli avrebbero impedito di intendere e volere.
La madre, disperata, aveva denunciato la situazione ai Carabinieri sperando in un intervento terapeutico. «Nostro figlio ha bisogno di cure, non del carcere», hanno dichiarato i genitori. L’avvocato difensore, Daniele Panico, ha annunciato il ricorso in Appello, sostenendo che le perizie psichiatriche avrebbero dovuto incidere sulla valutazione della capacità del giovane.
Il 22enne è inoltre imputato in un secondo processo per lesioni ai danni del personale del reparto psichiatrico dell’ospedale di Conegliano, aggredito poco dopo essersi volontariamente presentato per il ricovero. Anche in questo caso, l’autorità giudiziaria ha disposto una perizia psichiatrica.
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