Scopri tutti gli eventi
Cronaca
16.02.2026 - 11:24
Ilaria Cucchi
La controversa vicenda della morte di Moussa Diarra, il cittadino maliano di 26 anni ucciso il 20 ottobre 2024 davanti alla stazione di Verona Porta Nuova da un agente della Polizia ferroviaria, torna al centro dell’attenzione pubblica. Nella serata di ieri Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, ha diffuso sui propri profili social un video che riprende gli ultimi attimi di vita dell’uomo, alimentando dibattito e polemiche sul caso.
Nel filmato, estratto da una chat interna della Polfer, Diarra è mostrato a terra, in condizioni critiche, mentre si sente uno degli agenti chiamare i soccorsi. Accanto al corpo si vede l’oggetto che avrebbe innescato l’intervento: una lama che la senatrice ha descritto come “una posata da tavola”, sottolineando così la sproporzione tra il gesto e la reazione delle forze dell’ordine. Cucchi ha accompagnato la pubblicazione con un duro commento, sostenendo che il giovane fosse in preda a una profonda crisi emotiva e burocratica legata alle difficoltà nel rinnovo del permesso di soggiorno, e ha criticato la gestione dell’episodio da parte della polizia.
Il caso era già finito all’attenzione della magistratura: la Procura di Verona ha recentemente chiesto l’archiviazione per l’agente indagato per omicidio colposo, ritenendo l’uso della pistola legittima difesa, ma i familiari di Diarra e il comitato “Verità e giustizia per Moussa Diarra” si sono formalmente opposti alla richiesta, e il giudice per l’udienza preliminare si è riservato di decidere nei prossimi giorni.
La diffusione delle immagini ha suscitato reazioni contrastanti nel dibattito pubblico: da una parte chi sostiene la necessità di chiarire fino in fondo le circostanze della morte del 26enne, dall’altra chi, tra avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine, contesta la lettura offerta dalla senatrice, sostenendo che il ragazzo fosse effettivamente pericoloso e non inseguito in modo arbitrario.
La pubblicazione del video ha rilanciato il dibattito sulla trasparenza e sulle procedure degli interventi di polizia, ponendo nuovamente l’accento sulla richiesta di verità da parte della famiglia e di chi segue il caso da tempo.
“Non ci si rende conto che lì c’è un giovanissimo uomo agonizzante che magari in quel momento poteva essere aiutato e però siccome è un giovane uomo del Mali non è un italiano e allora la sua vita vale sicuramente un po' meno”, ha concluso Cucchi.
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516