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Sicurezza e legalità
16.02.2026 - 14:50
Foto dei controlli
Stretta dei Carabinieri contro il lavoro nero e le irregolarità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Negli ultimi giorni, i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Padova hanno condotto una serie di controlli in diversi comuni della provincia, portando alla denuncia di sette persone e alla sospensione di cinque attività.
L’operazione ha interessato vari settori, dalla ristorazione alle officine meccaniche, nei territori di Padova, Piove di Sacco, Abano Terme, Ponte San Nicolò e Albignasego.
Dalle verifiche sono emerse numerose violazioni, alcune considerate particolarmente gravi. Tra i problemi riscontrati: lavoratori senza la necessaria formazione, mancato aggiornamento del documento che valuta i rischi sul posto di lavoro, assenza dei controlli sanitari previsti e della figura del medico competente, carenze nelle misure di primo soccorso e nella gestione delle emergenze, oltre a impianti antincendio e dispositivi di sicurezza non adeguatamente mantenuti.
Nel dettaglio, a Piove di Sacco è stato sospeso un bar dove uno dei due dipendenti lavorava in nero e non era stata garantita la formazione obbligatoria. A Padova, nel quartiere Portello, è stato chiuso un ristorante per gravi mancanze in materia di sicurezza e per l’impiego irregolare di un lavoratore straniero su due. Sempre in città è stato sospeso anche un bar dove tre lavoratori su sei – due italiani e uno straniero – risultavano non regolarmente assunti e dove mancava il documento di valutazione dei rischi, oltre ai presidi di primo soccorso.
Ad Albignasego stop a un bar per la mancata nomina del responsabile della sicurezza e per l’assenza di formazione del personale. Ad Abano Terme, invece, è stata sospesa un’attività per violazioni legate alla sicurezza e per la presenza di due lavoratori irregolari su sei. A Ponte San Nicolò i controlli hanno riguardato un’officina meccanica, dove sono state accertate irregolarità sui controlli sanitari dei dipendenti e sulla manutenzione dei dispositivi di sicurezza.
Complessivamente, l’operazione ha portato a multe per 122.300 euro e a sanzioni amministrative per ulteriori 41.080 euro.
L’Arma, attraverso il Comando Ispettorato del Lavoro, ha ribadito il proprio impegno quotidiano nel contrasto al lavoro sommerso e nella tutela della sicurezza dei lavoratori, con particolare attenzione alla dignità delle persone e alla regolarità delle attività sul territorio veneto.
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