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Cronaca
16.02.2026 - 15:02
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Oltre 24mila chilogrammi di gas refrigerante ritenuto di contrabbando, contenuti in 1.400 bombole e per un valore commerciale stimato attorno ai 465mila euro. È il bilancio dell’ultima operazione condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Venezia, che al porto lagunare ha intercettato e sequestrato due distinti carichi introdotti irregolarmente nel territorio dell’Unione Europea.
Un intervento estremamente importante per dimensioni e impatto economico, dicono le associazioni di categoria. Un plauso alla Guardia di Finanza e un appello agli imprenditori: evitare il gas di contrabbando, dichiarano il presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel, e il direttore di Assofrigoristi, Marco Oldrati.
Secondo le stime delle associazioni, il fenomeno dell’immissione irregolare di gas refrigeranti nel mercato italiano avrebbe raggiunto proporzioni preoccupanti: quasi il 50% del prodotto disponibile risulterebbe non conforme. Si parla di circa 1 milione e 250mila chilogrammi di gas fuori dalle regole.
Non si tratta solo di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto delle normative, ma anche di rischi ambientali e di sicurezza. Gas non certificati e non conformi possono compromettere il corretto funzionamento di impianti di refrigerazione e climatizzazione, con possibili ricadute sugli operatori e sugli utenti finali.
L’episodio di Venezia segue un precedente sequestro avvenuto al casello autostradale di Roncade, nel Trevigiano, segno — sottolineano Zecchinel e Oldrati — che le vie di ingresso del gas illegale nel Nordest sono molteplici. «È un fenomeno su cui da tempo chiediamo attenzione e controlli costanti da parte delle autorità competenti. Non si deve abbassare la guardia», ribadiscono.
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