Una normale attività di controllo contro lo spaccio ha portato, il 17 febbraio a Padova, all'arresto di un uomo di 45 anni, cittadino albanese e pregiudicato. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal vicequestore Immacolata Benvenuto, lo hanno notato mentre procedeva a bassa velocità in Prato della Valle: un comportamento apparentemente sospetto che ha innescato l'intervento della pattuglia.
Sottoposto a controllo, l'uomo ha consegnato spontaneamente due dosi di cocaina, dichiarando di avere altro stupefacente. La successiva perquisizione personale ha permesso di trovare un accendino vuoto contenente altre tre dosi. Considerati i pesanti precedenti — tra cui reati in materia di stupefacenti, lesioni personali, associazione a delinquere, violazioni sulle armi e materiale esplodente, tentato omicidio doloso e una misura di affidamento in prova terminata a fine 2025 — gli agenti hanno esteso le verifiche all'abitazione dell'arrestato, in zona Arcella.
All'interno di una cassaforte nell'appartamento è stata rinvenuta una pistola semiautomatica Browning con caricatore completo di cinque colpi, risultata provento di un furto in abitazione avvenuto a Padova nel 2019. Accanto all'arma, gli investigatori hanno trovato un involucro contenente 12 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e sostanze da taglio. Complessivamente il materiale sequestrato ammonta a circa 20 grammi di cocaina. L'arma e lo stupefacente hanno determinato l'arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio e per detenzione di arma rubata.
Dopo gli accertamenti in Questura, l'uomo è stato tradotto al carcere di Padova in attesa della convalida dell'arresto. La convalida si è svolta nella mattinata di venerdì 20 febbraio, quando il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere. La Squadra Mobile prosegue le indagini per accertare se la pistola sia stata impiegata in altri episodi criminosi.
L'operazione evidenzia come attività di polizia mirate e l'attenzione su comportamenti anomali in aree cittadine possano far emergere reti di criminalità locale, collegamenti con furti passati e detenzioni illegali di armi. Il ritrovamento di una pistola provento di un furto del 2019 apre scenari investigativi sui collegamenti tra reati registrati negli anni e il mercato delle armi sottratte alle abitazioni.
L'arresto dimostra l'importanza dei controlli di polizia e della collaborazione investigativa per interrompere circuiti criminali che si integrano con altri reati. Per la comunità padovana è un richiamo alla necessità di mantenere alta l'attenzione e supportare le forze dell'ordine nelle loro attività preventive e investigative.
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