La notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio si è trasformata in ore di lavoro concitate alla pista da bob Eugenio Monti di Cortina d’Ampezzo. A poche ore dall’ultimo giorno di gare alle Olimpiadi invernali, una massa di neve — stimata in oltre 40 centimetri — ha fatto cedere la copertura di alcune strutture, provocando il distacco di paraneve in metallo e la caduta di un grande ammasso nevoso sulla zona della partenza e su una tribuna, fortunatamente vuota. L’allarme ha mobilitato vigili del fuoco e volontari: un intervento prolungato che ha garantito la messa in sicurezza in tempo utile per le competizioni.
I primi ad arrivare sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Belluno, affiancati dalle unità dei corpi volontari locali e dalla squadra valanghe. Con l’ausilio di un’autoscala i pompieri hanno rimosso la neve accumulata, ripulito e ripristinato l’area interessata dal cedimento e hanno effettuato operazioni di bonifica sia nella zona di partenza sia in quella d’arrivo. Le operazioni sono iniziate intorno alle 18:00 e si sono protratte fino a poco prima della mezzanotte; alcuni operatori hanno completato i controlli e gli interventi di sicurezza nelle prime ore della mattina successiva, per consentire lo svolgimento regolare delle ultime gare.
Secondo la ricostruzione, la causa principale è stata l’eccessiva quantità di neve depositata sul tetto della copertura della pista. Il peso del manto nevoso ha sollecitato i paraneve metallici fino al cedimento. L’evento richiama l’attenzione sulla gestione delle strutture temporanee e permanenti in eventi sportivi invernali dove precipitazioni intense possono rapidamente trasformarsi in rischio per la sicurezza e per la logistica delle manifestazioni.
La tribuna interessata dal crollo era vuota al momento dell’incidente, circostanza che ha evitato conseguenze umane. Il pronto intervento dei vigili del fuoco e dei volontari ha però giocato un ruolo decisivo: la rimozione rapida del materiale e la messa in sicurezza delle aree hanno permesso di scongiurare ulteriori danni e di mantenere il programma delle gare. L’episodio è un esempio di coordinamento operativo tra forze locali e servizi di emergenza in condizioni meteorologiche avverse.
Il cedimento sottolinea la necessità di piani di emergenza e di manutenzione particolarmente rigorosi per le manifestazioni invernali di grande richiamo. Controlli preventivi sul carico delle coperture, protocolli di sgombero neve e soluzioni ingegneristiche idonee sono misure indispensabili per ridurre il rischio di interruzioni e garantire la sicurezza di atleti, tecnici e spettatori. Anche la valutazione tempo-per-tempo del bollettino meteo e delle condizioni del manto nevoso deve fare parte dei protocolli organizzativi.
L’intervento notturno ha evitato conseguenze più gravi e ha permesso lo svolgimento delle ultime gare alle Olimpiadi invernali. Resta però l’invito a trarre insegnamento dall’evento: potenziare la programmazione della sicurezza sulle infrastrutture sportive in montagna, aggiornare i piani di emergenza e prevedere presidi e mezzi adeguati per la rimozione rapida della neve. Solo così gli eventi potranno coniugare spettacolo, regolarità e tutela delle persone coinvolte.
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